È inchiesta su bomba d'acqua nel Trevigiano. Zaia difende le viti

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Zaia difende le viti Si contano i danni in Veneto, dopo la tragedia che è costata la vita a 4 persone.
Galletti: «Impegno del Governo sul dissesto idrogeologico».
Dopo l'esondazione del torrente Lierza sabato sera a Refrontolo, nel Trevigiano, è ora il momento della conta dei danni e del dolore per le 4 vittime del disastro.
E mentre restano gravi le condizioni di due feriti, ricoverati all'ospedale di Treviso, monta la polemica degli ambientalisti, che puntano il dito sui terreni disboscati per far posto ai vigneti del Prosecco.
Ma il governatore della regione Veneto Zaia smentisce: «I vitigni ci sono sempre stati.
È semplicemente caduta troppa acqua».
E interviene anche il sindaco di Refrontolo, che assicura che «il torrente Lierza è stato pulito nel 2013».
Guarda il servizio e scopri tutte le foto Aperta un'inchiesta La Procura della Repubblica di Treviso ha aperto un fascicolo d'inchiesta per disastro e omicidio colposo plurimo, «un atto dovuto» fa sapere.
«Bisognerà verificare con accertamenti tecnici la tenuta del terreno», spiega il sostituto Procuratore Repubblica Treviso Laura Reale.
L'obiettivo è capire le cause del disastro costato la vita a 4 persone, ma mentre sembra prevalere l'ipotesi della pura fatalità, monta la polemica.
«In questi ultimi 10 anni il bosco è stato strappato per piantare vitigni», vitigni di Prosecco, denuncia a Sky TG24 Daniele Ferrazza, giornalista de La Tribuna di Treviso.
La denuncia di un giornalista locale Zaia: «I vitigni ci sono sempre stati» Il governatore della regione Veneto Luca Zaia, però, smentisce nella maniera più categorica.
Coltivazioni come i vigneti di prosecco «non centrano nulla con le frane e gli smottamenti».
E aggiunge: «I vitigni ci sono sempre stati.
La piovosità è stata tanta».
Gli  fa eco il capo della Forestale di Treviso che ribadisce che «la tragedia è stata causata dalla pioggia», mentre a Sky TG24, Innocente Nardi, presidente del Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, ribadisce che «si fa viticultura oggi come si faceva 100 anni fa», precisand che «Io credo che il problema del dissesto idrogeologico derivi dall’abbandono del territorio, dal fatto che non ci sono persone che vanno a regimentare le acque».
Le parole di Zaia Galletti a Refrontolo, «Vero dramma, serve prevenzione» «Spendere in prevenzione salva le vite e protegge l'ambiente» scrive su Twitter il ministro Gallett, che a Sky TG24 aggiunge [...]

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