È vero, Di Maio: siamo alla vigilia di un boom economico. Peccato ci stiate portando nella direzione opposta.

Se davvero volessimo diventare una smart nation, come dice il vicepresidente del consiglio dovremmo spendere tutto in scuola, ricerca, innovazione, semplificazione digitale, partecipazione femminile al mercato del lavoro. E invece in manovra ci sono tagli all’istruzione e soldi ai pensionati.

«Siamo sulla soglia di un nuovo boom economico». Bene, bravo, bis, Luigi Di Maio. Lo diciamo senza nessuna ironia, consci del fatto che l’abbiamo criticato un mare di volte, che un mare di volte lo criticheremo ancora. E che questa frase suoni paradossale, detta nel giorno in cui l’Istat ha comunicato un forte calo della produzione industriale, non la rende meno vera. Siamo davvero sulla soglia di un nuovo boom economico. E il bello è che Di Maio indica pure la direzione giusta: «Negli anni '60 avemmo le autostrade, ora dobbiamo lavorare alla creazione delle autostrade digitali», dice. «L'Italia deve essere in prima linea in questa fase di trasformazione, facendo il nostro Paese una smart natio...

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