“DIABOLUS ! … FRA VENEZIA E MONTECASSINO.”

Esisteva a Venezia fino a qualche anno fa, non nel Medioevo quindi, ma quasi oggi, e l’ho incontrato molte volte e conosciuto direttamente un Monaco un po’ “particolare”. Non possedeva affatto atteggiamenti apocalittici ed eclatanti, anzi, era una persona modestissima e molto riservata, schiva e austera, di quelli che neanche te ne accorgi quando sono presenti.
Infatti, quando c’era, lo ritrovavi immobile nell’angolo più ombroso e quieto della chiesa.
Lo vedevi con la testa china e le braccia conserte, in piedi quasi adeso e parallelo a una grossa colonna … Più di rado lo scoprivi inginocchiato e assorto su una vecchia panca nel posto meno frequentato della Basilica, oppure lo trovavi improvvisamente immobile e rapito, dentro alla sua tonaca nera e liscia e lunga, intento a fissare con i suoi occhi profondi e languidi che socchiudeva sempre, una pala d’altare, una statua, un monumento funebre di cui non s’interessava mai nessuno.
Solo nelle peggiori giornate d’inverno quando la chiesa era del tutto deserta e nella penombra, e disertata anche dai turisti più coraggiosi e arditi, poteva capitare di vederlo entrare con il cappuccio sollevato sopra alla testa e un pesante mantello nero avvoltolato intorno al corpo e al collo.
Gli vedevi emergere solamente gli occhi dietro a suoi occhiali dalle lenti quasi opache e spesse … e quando si sentiva visto e osservato, non diceva nulla, ma ti fissava solamente da lontano esternandosi in un piccolo inchino di saluto a cui aggiungeva una specie di sottile sorriso mostrando la fila dei suoi tanti denti gialli.
Vi confesso che più di una volta mi sono trattenuto dall’avvicinarlo, e per molto tempo ho preferito rapportarmi cordialmente con lui però solo in compagnia di altri miei coetanei e amici che mi davano sicurezza e la possibilità di stargli accanto senza un certo timore che mi usciva da dentro.
Quell’uomo mi ha sempre inquietato, e ha sempre suscitato in me un senso di vaga incertezza.
Non che facesse proprio paura, perché quando iniziavi a parlare con lui scoprivi un uomo placido dall’ampia cultura, fervente, pio e devoto: un vero credente, una persona mite, molto umile come mostrava l’abito esterno che indossava, e anche quel suo comportamento molto compunto di una semplicità a tratti disarmante.
Era quello che usciva dalla sua bocca, certi discorsi che c’inquietavano e lasciavano disarmati e spesso “toccati”.Viveva a Venezia ormai da diversi anni dopo aver a lungo pellegrinato in gioventù sostando e soggiornando in diversi Monasteri [...]

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