“DUE TOPI D’OSPEDALE.”

Dopo venti anni di distanza ci siamo incrociati per una serata, così … Lui con fidanzata, io con la mia famiglia.
Si sperava di capitare in una bella serata col tiepido tramonto veneziano sulle Zattere a Venezia, invece ci ha sorpreso il temporale estivo, che ci ha fatto rintanare in fretta e furia nel caos interno e soffocante della pizzeria.
  Stesso banco al corso professionale, stessi risultati “brillanti”, anni intensi condivisi di lavoro, bei ricordi ...
Siamo come due facce della stessa medaglia, entrambi infermieri.
Abbiamo sempre avuto carattere e modo disparato, ma in fondo siamo sempre stati in sintonia.
Io “topo di reparto”, si sa già … Lui “topo d’ambulanza” con lampeggianti e sirena.
Questo non l’ho mai raccontato.
Abbiamo spartito due chiacchiere, finendo col dire e ridire delle “cose del lavoro”.
La vita d’ambulanza è diversa, seppure complementare a quella del reparto d’ospedale, ma altrettanto ricca di vita vissuta.
Racconta l’amico-collega di quando correndo all’ospedale a sirene spiegate, il paziente sviluppava una fibrillazione ventricolare gravissima, di quelle definitive … Il tracciato dell’elettrocardiografo impazziva di punte e di righe frequentissime, mentre in ospedale erano già pronti ad accoglierlo per “saltargli addosso”.
I famosi minuti preziosi, quelli esaltati nel film … Solo che lì era realtà.
Minuti determinati, da non sprecare … In cui non porsi tante domande inutili … Il paziente non c’era più.
“Pum ! Botta di defibrillatore, senza pensarci su troppo.
Sicuro che era la cosa giusta da fare …” “Eh … Mi ero addormentato un pochino … Avevo preso sonno …” ha risposto il paziente.
“Si’ … Il sonno eterno Mario … Ma per fortuna ti sei svegliato … Adesso andiamo ad aggiustarti del tutto … ” Una vita a correre dietro ai codici colorati delle urgenze ...
e ai colori del  modo di vivere della gente di questo tempo.
Ma non è sempre poesia, abbracci e sorrisi, come nei telefilm.
Si pensa sempre agli “Angeli della strada”, e si ha sempre in mente il gesto salvifico al confine con l’eroico.
Invece, c’è anche l’umana crudezza, e la miseria sparsa in giro.
“Spesso andiamo a raccogliere ubriachi spappolati alla guida, o che vanno a schiantarsi addosso a qualcosa o a qualcuno … Altrettanto spesso ci tocca d’incontrare gente proprio cattiva, cattiva dentro.
Esistono quelli che sono bacati dentro, che vivono male e fanno stare male anche gli altri.
A noi tocca d’incontrare anche quelli … Molto spesso [...]

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