“Il coraggio di cambiare”, un appello per il futuro dei sangiovannesi.

La politica sbagliata dell’ultima Amministrazione Comunale che ha investito con conseguenze durissime tutta la società civile mette in discussione molte cose, muta radicalmente l’agenda dell’economia, del lavoro, della politica, del commercio, dell’artigianato e della società stessa.
Eppure, proprio dalla difficoltà del presente, può arrivare, in questo nostro paese, l’occasione di riaprire la partita per la sfida del governo della nostra città.
C’è la possibilità di trasformare le forze del rinnovamento da soggetti marginali, incapaci di incidere realmente in un contesto incerto, a soggetti della speranza, motori del vero cambiamento, attori di una nuova storia di sviluppo, progresso, giustizia sociale.
A fronte di questa possibilità, oggi  tutte  le forze dell’opposizione si trovano a un bivio decisivo.
Da un lato c’è il rischio di un’inarrestabile perdita di contatto con la società e il territorio.
Dall’altro si apre lo spazio per una battaglia culturale e politica che ci ponga in sintonia con i settori più dinamici della società sangiovannese e che riesca, contemporaneamente, a intercettare bisogni e aspettative dei cittadini tutti, ed in particolare di quel popolo fatto di lavoratori precari o saltuari, imprenditori, commercianti e dipendenti della piccola impresa, e di tutti coloro, in particolare tra le giovani generazioni, tagliati fuori da un modello amministrativo e sociale che si è rivelato vecchio e insufficiente di fronte ai mutamenti della società.
 La condizione prima per un’alleanza nuova e forte è quella di dar vita davvero a una coalizione in cui si riconosca un insieme di popolo sangiovannese più largo e articolato rispetto a quelle vecchie forze che hanno dato vita alle giunte del passato.
Il presupposto per dare il via a questo processo è inevitabilmente ridiscutere la cultura dei personalismi, dei ricatti, delle paure e delle false promesse.
Cultura che non può scaturire dalla semplice sommatoria o dalla giustapposizione dei pensieri e delle ideologie politiche che hanno segnato l’ultimo ventennio sangiovannese, ma deve essere, necessariamente, espressione di un pensiero nuovo.

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