“L’UNIVERSITA’ DI SAN COSTANZO DEI NONZOLI … A SAN BASEGIO DI VENEZIA.”

 “Una curiosità veneziana per volta.” – n° 120.
  “L’UNIVERSITA’ DI SAN COSTANZO DEI NONZOLI … A SAN BASEGIO DI VENEZIA.”   Avete mai provato l’ebrezza di suonare con le mani un campanone vero ? … Ma non un “sonello” o una campanella argentina attaccata a una cordicella dentro a un campaniletto.
Intendo uno di quei campanoni massicci e pesanti capaci di suonare a distesa e farsi sentire possenti fino ai confini della Laguna dentro a una grande torre: un “campanòn grando”, “una granda o una mezàna”, o la pesante “Vecia” ?   Io l’ho fatto più volte … e vi garantisco che è stata una “figàta”impensabile, pazzesca ! Un’esperienza singolarissima che probabilmente non riuscireste neanche a immaginare.
E’ stata una sensazione che oggi non si può più provare, perché sono scomparse le corde della campane grosse come un pugno e lunghe decine su decine di metri che scendevano dentro alle canne dei campanili fino ad acciambellarsi sul pavimento.
Oggi si schiaccia un bottoncino e via, e tutto lo scampanio s’accende canterino e sonoro spargendosi ovunque nell’aere col suo bel effetto allegro e chiassoso ...
Non è rimasto niente di quel“divertimento spassosissimo” a cui tenevamo tanto.
Sapeste quante volte durante la mia prima giovinezza l’abbiamo provato insieme ai miei amici: tante volte e più tante.
Era una sensazione piacevolissima e davvero molto divertente … ma non solo per il fatto di suonare i campanoni in se, ma soprattutto perché accettando d’essere un po’ spericolati e disposti a rischiare, si poteva “giocare” per davvero con le corde delle campane compiendo veri e propri equilibrismi arditissimi.
Quello che forse vi potrà sfuggire è che esisteva in quel caso una specie di “il rinculo” e di possente “trazione di ritorno” della corda della grossa campana avviata a suonare in cima al campanile capace di issarti “di peso con tutto il corpo”alzandoti per più di una decina di metri e oltre verso il soffitto interno della torre.
La corda tirata e ritirata ci sollevava di continuo portandoci più e più volte altissimi dentro alla base del campanile ...
e poi essendo sconsiderati tanto quanto e di più del nostro giovane maestro, ci lasciavano prendere dall’idea divertentissima (e pericolosissima) di camminare e correre sui muri interni del campanile passeggiandovi in salita al ritmo della campana.
Una “figàta pazzesca” ! … oltre che un’ebrezza rischiosissima.
Mille volte ci siamo lasciati tirare su e [...]

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