“L’esodo di Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra”.

 da www.vorrei.org   Il valore del ricordo Venerdì 11 Febbraio 2011 Arianna Carimati                         Martedì 8 febbraio Umberto de Pace ha presentato a Monza il suo libro: “L’esodo di Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra”.
N el secondo dopoguerra venne istituito a Monza, presso le scuderie della Villa Reale, un campo profughi destinato ad ospitare la popolazione istriano-dalmata costretta a fuggire dalla propria terra.
  Umberto de Pace, nelle pagine del proprio libro, ha documentato le esperienze di uomini e donne che vissero personalmente e con la propria famiglia la tragedia dell’esodo, contribuendo a rendere noti alcuni capitoli della storia italiana ancora poco conosciuti.
Nell’atmosfera raccolta ed accogliente della Sala Maddalena di Monza, la lettura dei ricordi e delle preziose testimonianze di vita raccolte nel libro è stata intervallata da una dettagliata ricostruzione storica delle vicende fiumane elaborata dal Professor Marco Cuzzi, ricercatore presso la facoltà di Scienze Politiche dell’ Università Statale degli Studi di Milano.
  Gianna Parri: Nella nostra società i riti servono per rinnovare il ricordo e stimolare la conoscenza e l’approfondimento   A partire dal 2004, anno in cui è stata istituzionalizzata, il 10 febbraio ricorre nel nostro paese la Giornata del Ricordo.
Gianna Parri, presidente dell’Associazione Mazziniana italiana onlus, intervenendo nella conferenza ha osservato che l’istituzione, sebbene possa apparire rituale, è in realtà densa di significato poiché “nella nostra società i riti servono per rinnovare il ricordo e stimolare la conoscenza e l’approfondimento di fatti che per la loro gravità non si possono dimenticare” Gli stessi testimoni hanno affermato l’importanza ed il valore del ricordo, affinché tali avvenimenti non cadano nell’ indifferenza e nell’ oblio.
Essi sostengono che le vicende dell’ Esodo siano “pagine bianche che ancora devono essere riempite” e hanno sottolineato l’ importanza di “ricordare senza barriere politiche”, senza cedere a strumentalizzazioni e rese ideologiche.
Umberto de Pace ha scelto di narrare la storia partendo da coloro che hanno vissuto e subìto la storia in prima persona.
Nelle pagine del libro i testimoni raccontano il disagio e la sofferenza provata in seguito all’abbandono della propria casa e alla disgregazione della propria famiglia, il tentativo di ricostruire una vita dignitosa, l’ atteggiamento talora accogliente e talora ostile degli ospiti [...]

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