“LA LANTERNA E LA CAMPANA”

Stamattina ho sospirato iniziando la giornata, chiudendomi dietro alle spalle la porta di casa.
Sarà la primavera, o questa stagione speciale che stiamo tutti vivendo … Ma devo andare, visto che ho ancora un posto dove andare a lavorare.
Metto insieme solo pochi passi, e subito mi trovo di fronte a due uomini della mia età, che stanno litigando alla grande fra loro.
Se ne dicono di tutti i colori, di cotte e di crude, tanti per iniziare bene la giornata.
Il motivo ? Quel posto del parcheggio ...
Non un posto qualsiasi, ma proprio quello, il più comodo.
Poco distante è tutto libero, ci potrebbero stare tranquillamente altre cento automobili.
Me ne sto alla larga, ho già fretta d’andare.
Percorro spedito la mia solita stradina pedonale semibuia del Porto di Venezia, rimanendo rigorosamente dentro alle due linee gialle con l’omino dipinto per terra.
Proprio di fronte, una grande nave passeggeri di una compagnia mai vista, con i due grandi fumaioli, come quelli di un tempo, sta attraccata alle banchine del porto.
Sembra un grande albero di Natale disteso, fuori stagione, tutto pieno di lucette azzurre, verdi e rosse.
Improvvise gocce di pioggia si stampano sugli occhiali, picchiettandoli tutti.
Un guardarail  all’uscita della strada dei camion, sembra una fisarmonica, tanto è piegato e contorto.
Percorro qualche centinaio di metri, e un automatismo nascosto  spegne le luci dell’illuminazione pubblica, e tutto assume contorni diversi, più smorti.
Alle mie spalle, una luna con poca voglia, fatica a districarsi in un’immondezza e un ciarpame di nubi, veli e trasparenze.
 Di fronte, stamattina  ammiro la scena di un’alba rosa pigra, ancora più sconfortante.
Il sole è una palla rossa, che combatte con file e coltri di nubi, che lo vogliono nascondere e non lo lasciano passare.
Sembra fioco, smunto, quasi impotente.
Ho il vizio di pensare.
Ieri e in questi giorni ho ascoltato e letto attentamente i discorsi del nuovo Capo del Governo Letta, e in parallelo continuo a seguire quelli di Papa Francesco.
In questi giorni difficili in cui si taglia tutto, si stringe la cinghia, ci si ammazza e si spara, in cui vedo intorno i colleghi licenziati, e la vecchietta che vive quasi al buio e non si cura più, perché non ha soldi da sprecare per illuminazione e medicine, quei due nomi sono due volti di novità, che dovrebbero dare una mano a ciascuno per rialzarsi e continuare a vivere quotidianamente e sperare.
A volte sembra che siamo tornati ai tempi tristi e magri del dopoguerra del secolo appena passato, pieni di [...]

Leggi tutto l'articolo