“LAZZARETTO NUOVO … DOMENICA.”

“Una curiosità veneziana per volta.” n°55.
“LAZZARETTO NUOVO … DOMENICA.”   Sarà un po’ per il fatto che Ebola sta bussando in giro per il mondo … o forse di più perché Venezia nella sua storia ha sempre avuto a che fare con pestilenze e dintorni … Ebbene, son tornato volentieri a rivisitare l’isola del Lazzaretto Nuovo adagiata nel cuore della laguna Veneziana.
Redentore, Salute, Santa Maria del Pianto, San Rocco, San Sebastiano, San Cosmo e Damiano, Santa Maria in Boccalama, San Lazzaro degli Armeni, Poveglia, e tutti gli altri … Venezia ha inventato i Lazzaretti.
E’ stata sua l’idea dell’isolamento, della contumacia, degli spurghi delle merci, della quarantena delle navi, dei marinai e dei foresti … Venezia nei secoli passati è stata una vera esperta in materia tanto da essere presa d’esempio ed imitata dagli altri governi Europei e Mediterranei.
Esiste un’intera letteratura al riguardo, e sono curiosissimi i documenti che testimoniano i provvedimenti e le procedure via via adottate dalla Serenissima con i suoi Procuratori, Medici, operatori e Magistrati della Sanità.
Venezia in tempo di pestilenza metteva e chiudeva i “rastrelli”ai suoi confini, e pattugliava le bocche di porto e le sue lagune per impedire l’entrata e la diffusione dei contagi.  Cercava di individuare e isolare il morbo, di prevenirne la diffusione, di liberarne le “malearie” spurgandole, tonificandole, purificandole, dilavandole, bonificandole così come meglio poteva e le riusciva facendo proprio il patrimonio culturale più efficace conosciuto in giro pe il mondo.
Tuttavia la gente moriva a grappoli, e raramente si riusciva a mitigare la devastazione di morte che ogni volta la “mortilenza” seminava e distribuiva fin in ogni angolo remoto della laguna di Venezia.
All’apice supremo dell’infuriare del morbo, cronache storiche raccontano della laguna inondata dal fumo delle pire in cui si bruciavano cose e persone come nebbia diffusa e fitta … Raccontano di persone sepolte in terra a strati come “lasagne”,mentre i “Pizzegamorti” facevano da padroni sul territorio devastando, saccheggiando, violentando e derubando, e buttando gente ancora mezza viva nelle fosse … Altri tempi … Però è curioso rivederne ancor oggi le tracce, ripercorrerne la memoria e calpestarne il suolo lasciandovi l’impronta.
Sono tornato perciò dopo tanti anni all’antica “Vigna murata” dei pingui e austeri (non sempre) monaci Benedettini lagunari.
Troppi anni sono trascorsi, mi è quasi [...]

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