“LECTURA DANTIS” AL FEMMINILE al CIRCOLO UNIONE

Un piacevole pomeriggio nel salone affollato del Circolo Unione, adeguatamente addobbato con una serie di tavolini con fini tovaglie e stelle natalizie, con un raffinato ed elegante pubblico composto per la maggior parte da signore, Fidapine e socie del Circolo Unione, comodamente sedute a gruppi di quattro ad ascoltare qualificate relatrici e lettrici.
Argomento del tè letterario, che ha previsto anche la degustazione di dolci e liquori vari, la ricorrenza del sessantunesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo ( 10 dicembre 1948).
La presidente della Fidapa, Eloisa Di Blasi Romeo,  ha riferito che, adottando quel documento,  la comunità internazionale ha riconosciuto che il primato dei diritti della persona è condizione basilare per realizzare concretamente la pace, la libertà e la giustizia fra i popoli.
La Dichiarazione del 1948, ha affermato il valore essenziale della dignità umana, ovunque nel mondo, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione o opinione, cittadinanza o status sociale,  e ha ripreso le precedenti dichiarazioni compresa quella dei diritti dell’uomo e del cittadino del 26 agosto 1789.
E a proposito dei diritti violati, la Di Blasi ha introdotto gli argomenti  dei Canti scelti della Divina Commedia, relativi agli episodi di Francesca da Rimini, Pia dei Tolomei, Costanza d’Altavilla e Piccarda Donati e per il genere maschile di Ulisse, Pier delle Vigne e Manfredi.
La segretaria della Fidapa, Angela Gigli Amato,  ha coordinato i lavori e ha parlato di Dante, del suo tempo e delle motivazioni profonde che hanno dato vita alla Divina Commedia.
“Dante da uomo politico ed esule vede il mondo corrotto, caotico, violento dove l’ordine voluto da Dio per assicurare agli uomini la pace, la libertà, la giustizia è stato sconvolto e tutti i valori che ne potevano assicurare una tranquilla, civile ed ordinata convivenza come l’amicizia, la lealtà, l’onestà, la sobrietà, il culto della famiglia sono sovvertiti; ha prevalso la volontà di sopraffazione, di ingiustizia e di conseguenza di violazione dei diritti umani.
Dante coglie i segni della crisi, che non è solo una crisi di crescita, di passaggio,  ma rappresenta l’inizio della fine del mondo; sente di essere stato investito da Dio di una missione e cioè di indicare all’umanità la via della rigenerazione, della salvezza, per questo deve compiere il viaggio nell’oltretomba e poiché Dante è un poeta la sua missione si concretizzerà in una opera di poesia.
“La Poesia”, ha concluso la [...]

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