“Non conta tanto parlare di Dio. Io lo devo dare”

Mercoledì 27 Ottobre 2010 22:03 La luminosa testimonianza di Chiara Luce Badano, beatificata lo scorso 25 settembre di Annarita Petrino, http://www.lottimista.com/sacro/948-non-conta-tanto-parlare-di-dio-io-lo-devo-dare.html Chiara Badano è una ragazza come tante altre, che non ha mai partecipato a nessun talk show, non è comparsa in nessuna trasmissione televisiva, non ha partecipato a nessuna edizione del Grande Fratello o di X-Factor, non ha mai fatto la velina, la letterina o altro, non ha mai sognato di diventare ricca e famosa, è stata anche bocciata a scuola.
Non ha desiderato assomigliare a nessuno su questa terra, solo a Gesù e nemmeno al Gesù che raccontava le parabole e che veniva accolto come Messia, ma al Gesù crocifisso, ferito, sanguinante e abbandonato.
La sua vita non ha avuto la risonanza mediatica che oggi spetta a chi sale agli onori della TV, eppure i cuori toccati dalla sua testimonianza di vita sono stati centinaia… Ecco perché: Chiara Badano nasce a Sassello (diocesi di Acqui, provincia di Savona), il 29 ottobre del 1971, dopo 11 anni di attesa dei suoi genitori.
Vive un’infanzia e un’adolescenza serena, in una famiglia molto unita da cui riceve una solida educazione cristiana.
A 9 anni scopre il Movimento dei Focolari, e vi aderisce come gen (Generazione Nuova, la seconda generazione dei Focolari) all’ideale dell’unità.
Oltre all’impegno nel Movimento Gen, è attiva anche nella vita della parrocchia e della diocesi.
Ha 17 anni quando un forte dolore alla spalla, accusato durante una partita a tennis, insospettisce i medici.
Cominciano gli esami clinici.
Ben presto arriva la terribile diagnosi: tumore osseo.
Nel febbraio 1989 Chiara affronta il primo intervento: le speranze di successo sono molto scarse.
All’ospedale si alternano i gen e altri amici del Movimento per sostenere lei e la sua famiglia.
I ricoveri all’ospedale di Torino diventano sempre più frequenti e così le cure - molto strazianti - che Chiara affronta con grande coraggio.
Ad ogni nuova dolorosa “sorpresa”, la sua offerta è decisa: “Per te Gesù, se lo vuoi tu, lo voglio anch’io!”.
Presto Chiara perde l’uso delle gambe.
Un nuovo difficilissimo intervento si rivela inutile, ma a sostenerla nei momenti più duri è l’unione con Gesù Abbandonato, che sulla croce non avverte la presenza consolante del Padre.
Il suo medico curante, non credente e critico nei confronti della Chiesa, dirà: “Da quando ho conosciuto Chiara qualcosa è cambiato dentro di me.
Qui c’è coerenza, qui del [...]

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