“SVAMP ! SVAMP ! … VENEZIA 1800.”

  “UNA CURIOSITA’ VENEZIANA PER VOLTA … DI NATALE.” – n° 82.
  “SVAMP ! SVAMP ! … VENEZIA 1800.”   Chiudi gli occhi ! … Immagina il posto diversamente da com’è adesso.
Quale posto ? L’intera zona di Piazzale Roma a Venezia … l’entrata automobilistica odierna della città Lagunare.
Però immaginala dall’alto, più in grande, l’intera zona vista “a volo d’uccello” … come se tu fossi uno di quei droni moderni che volteggiano telecomandati in cielo osservando e filmando tutto dall’alto.
Fatto ? … Bravo.
Adesso, però, continuando ad osservare e immaginare, fai un salto enorme indietro nel tempo … diciamo un paio di centinaia d’anni pressappoco ...
anno più o anno meno.
Ci siamo ! … è semplice no ? Il posto cambierà quasi del tutto.
Svamp ! Svamp ! … in un attimo scomparirà un po’ più avanti(perchè non esisteva ancora): l’ampia isola del Tronchetto con i suoi parcheggi monumentali, i capannoni, il mercato delle erbe e del pesce e tutte le palazzine moderne.
Al loro posto si vedrà soltanto acqua, canneti e basse paludi barenose che cingevano come una collana la fine di Venezia.
Osserva ancora, e di nuovo: Svamp ! Svamp ! … E’ scomparso per intero anche il lungo Ponte Translagunare: niente treni, niente tram e autobus, niente automobili, moto e biciclette.
Da e per Venezia si andava e arriva soltanto a piedi, camminando sulle acque se si era capaci, o soprattutto spingendo i remi in barca lungo le vie acquee che costeggiano l’isola di San Giorgio in Alga da una parte, oppure il canale che da San Giuliano della Palada dall’altra, passando accanto all’isoletta delle Monache di San Secondo, portava infine alla Contrada di San Giobbe e al Macello del Sestiere di Cannaregio.
Un tempo esistevano mille maniere e strade diverse per approcciarsi Venezia, tutte rigorosamente vigilate e attentamente controllate dagli uomini del Dazio e della Gabella della mitica Serenissima ...
o perlomeno di quel che ne rimaneva un paio di secoli fa.
Si poteva giungere a Venezia, per esempio, scendendo dai boschi del Cadore con le zattere di tronchi lungo il fiume Piave.
Dopo lunghe e aspre peripezie intercorse nelle zone ripide dei monti, e dopo aver seguito il fiume ampio e pigro nella pianura, si sbucava finalmente in Laguna non lontani da Venezia … Si affiancavano le isole di San Giacomo in Paludo, Murano e le isole gemelle di San Michele e San Cristoforo della Pace(l’attuale cimitero) per poi giungere ad attraccare in Barbaria delle Tole, Contrada della Celestia e sulle [...]

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