“TUBERCOLOSI: UNA PATOLOGIA RIEMERGENTE. ANALISI E COMPARAZIONE DI DUE DIFFERENTI REALTA’ ASSISTENZIALI: ITALIANA E KENYOTA. IL PUNTO DI VISTA DELL’INFERMIERE”

La tubercolosi e’ una patologia relativamente rara nei paesi industrializzati, mentre continua a rappresentare una causa frequente di sofferenza e di morte nei paesi in via di sviluppo.
Negli ultimi due decenni, pero’, anche nei paesi ricchi il quadro epidemiologico di questa malattia si e’ profondamente modificato, il suo decremento si e’ arrestato.
Il riconoscimento dell’arresto del trend, il verificarsi di eventi epidemici, la diffusione di ceppi multi-resistenti ai farmaci hanno riacceso l’attenzione nei confronti di questa patologia.
E’ emerso che tra Italia e Kenya esistono differenze a livello di formazione degli infermieri, il che fa si’ che questo si proietti su un diverso modo di assistere i pazienti.
La vera e sostanziale discrepanza pero’ e’ quella che riguarda lo scenario che circonda le due figure infermieristiche: da una parte abbiamo tutte le possibili tecnologie, risorse economiche e umane per far fronte alla riemergenza della tubercolosi, dall’altra c’e’ poverta’, carenza di personale e scarse risorse tecnologiche.
Questo porta gia’ a comprendere che se esistesse una parita’ a questi livelli, ci sarebbe sicuramente una scissione minore tra i due modelli assistenziali.
Purtroppo la poverta’ spesso e’ accompagnata dall’ignoranza e per questo in Kenya si lotta ancora molto per educare e per istruire la popolazione: uno degli interventi fondamentali dell’infermiere nella lotta alla TBC e’ infatti l’educazione sanitaria.
Dalla mia ricerca e’ emerso inoltre che in Kenya, nonostante venga attuata la stessa strategia della terapia direttamente controllata (DOT), come in Italia, uno dei problemi fondamentali legati alla TBC e’ la compliance del paziente alla terapia.
A volte la compliance non e’ soddisfacente.
Le cause di questo fenomeno sono molteplici: -    La lontananza dei centri ambulatoriali che disbruiscono i farmaci per la DOT; -    Il sopraggiungere degli effetti collaterali legati all’assunzione dei farmaci che scoraggiano la continuita’ della terapia; -    L’usanza delle popolazioni  nomadi di migrare in altre regioni del Kenya al variare  delle stagioni; -    La scarsa educazione sanitaria ricevuta all’inizio del ciclo terapeutico.
Altro problema fondamentale in Kenya e’ legato agli ospedali: questi sono spesso sovraffollati di malati per i quali le poche stanze di isolanento non sono sufficienti.
Le linee guida propongono quindi la terapia ambulatoriale: si consiglia al paziente di tornare a casa e di assumere la terapia a [...]

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