“ZATTIERI, ZATTERE E INCURABILI ... A VENEZIA.”

 “Una curiosità veneziana per volta.” – n° 117.
  “ZATTIERI, ZATTERE E INCURABILI ...
A VENEZIA.”   Iniziamo con i Zattieri ossia i “Menadàs” che iniziarono le fluitazioni dei “legnamina” dalle Montagne Dolomitiche fin dal primo Medioevo lungo l’Adige dal 1181 circa con le zattere dell’“Ars radarollorum”, poi sul Brenta fino a Bassano come è documentato nelle loro Corporazioni di Mestiere nel 1295, e dal 1308 fino alla Laguna di Venezia lungo il fiume Piave.
Nel 1396 alcuni Mercanti da Legname di Venezia nominarono: “capo menada” Francesco Benedetto dei “Radaroli di Belluno” per organizzare e guidare la fluitazione del legname fino in Laguna“secundum bonam et antiquam consuetudinem” della sua Corporazione che aveva Statuti con diritti e doveri, e gestiva scali, percorsi, e prezzi delle zattere marchiando tutto il legname.
Quello dei Zattieri non fu affatto un mestiere facile … Anzi, era quasi sempre una specie d’avventura perigliosa intrapresa con lo scopo di procurarsi il pane quotidiano.
Un lavoro pesante come molti altri verrebbe da dire … in cui a guadagnarci erano di certo altri e non i Zattieri stessi.
I Zattieri apparentemente sembrano aver poco a che fare con la Serenissima, la sua Storia, e le economie della sua Laguna.
Invece, non è stato affatto così perché i Zattieri con Venezia andarono proprio a braccetto in quanto le hanno reso per secoli un servizio davvero prezioso rifornendo in continuità il suo celeberrimo Arsenale.
Tutto iniziava nei boschi d’alta montagna, e la fluitazione lungo il Piave dei tronchi che formavano le zattere avveniva solo dopo aver fatto “scoppiare” la “rastèra del Cidolo o della Stua” ossia la chiusa costruita ai piedi dei boschi del Cadore, del Comelico o del Cansigliodove erano stati raccolti i tronchi tagliati e scorticati già su nei boschi.
I proprietari di questi “serragli” erano di solito i mercanti e i titolari dello sfruttamento dei boschi: feudatari come i Welsperg, Comunità Montane, o Principi come i Conti del Tirolo o l’Arciduca d’Austria.
Fra 1596 e 1621 nel Primiero di queste costruzioni e luoghi di raccolta ce n’erano almeno 21: “… i boschi del Tirolo, del Tesino e della Val Pusteria era afferenti alla Camera dei Duchi del Tirolo, mentre i boschi soggetti alla Serenissima erano quelli del Cadore e Ampezzano, dell’Agordino, del Cansiglio Alpaghese, Valvisdende, Auronzano, Zoldo, Cajada Bellunese, Montello, Altopiano d’Asiago, Patria del Friuli e Montona [...]

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