-B- Apri/chiudi il coperchio

Oggi ho il mio abisso personale già spalancato, in cui potrei gettarmi e strapiombare, a portata di un mouse.
Oggi ho paura di aver detto falso, di non essere accettato e che mi vengano chieste le mie opinioni (chissà poi a qual proposito).
Tanto più che sono poco facilmente sopportabile, je, ‘en rends compte lorsque je m’entends parler, sempre da ridire su qualcosa, non so come facciano alcuni a coesistermi.
Avec tout cela, ce n’est plus la pensée d’être seul depuis une vie qui déchire.
Oggi no, trascorre via come acqua stagnante costretta a scaricarsi ailleurs.
E se non vado bene? E se tocca pagare pegno? E se non sono ulteriormente sufficiente? Mi servirà nel caso una lunghissima promenade pour rassembler les idées.
Per shakerarle, o per gettarle via del tutto.
Fatto sta che sui molti bivi parecchie strade portano verso il nulla.
Voglio perdermi al quadrilatero e cercare finalmente di capirne la dislocazione, sua e mia.
L’attesa consuma in maniera volgare e insulsa, non c’è premio di consolazione e non può che andare poco bene.
Ho paura di aprire.
Di affacciarmi allo specchio con un click per vedere l’ipotesi de ce qui pourrait devenir.
Nervosismo a scatti e dolore alle mani, più per solidarietà che per altro.
Non aprire il coperchio del baratro jusqu’à mardi après-midi; poi lo apro e cerco aria camminando, voglio non trovare nessuno di conosciuto e perdermi in facce disinteressate.
Tornare giusto in tempo per mangiare con me e spendere poco o nulla.
Una inutile giornata di endogena passione, i bookmakers mi danno per schiacciato in un mondo di giganti; sordi loro o muto io, c’est de même.

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