-B-Giù di giri

Giornata fiacca.
Suppongo avere l’influenza ma resta una supposizione in quanto non ho termometro, non sono mai riuscito a capire quando ho la febbre oppure no, beh, sì forse fosse più di 39 me ne accorgerei.
Solo sono stanco e ho passato quasi tutta la giornata a letto a dormire e leggere un libro di Patricia Highsmith, in effetti è meglio leggerlo qui perché ad andare in giro leggendo qualcosa con una copertina così ridicola c’è da vergognarsi, è viola e sembra quella di un Harmony – tra l’altro, una volta ho letto un Harmony, mi sembrava stupido insultarli sempre senza sapere cosa ci fosse dentro.
Era della serie Oro (‘sticazzi) e non mi è piaciuto.
Questo viola all’inizio non mi piaceva ora ça va anche se è del tutto inattendibile che non mi abbiano ancora arrestato l’assassino che va in giro seminando false identità.
Però se domani lo finisco poi non ho più nulla da leggere a parte un Topolino e la Dialettica dell’illuminismo, scarseggio nelle vie di mezzo.
Ho ancora viveri forse a sufficienza per sussistere domani, per fortuna non ho affatto fame, oggi non ho fatto che colazione alle 14 e un piatto di tortellini per cena.
A proposito, ho stabilito che i tortellini Rana sono fatti di plastica che in qualche maniera il nostro organismo riesce ad assimilare: quelli di stasera erano scaduti il 31-12-05 e aperti n frigo da due settimane, non si butta via niente.
Non dico fossero squisiti ma non erano male e soprattutto ancora non sto male, almeno non peggio di prima.
Nè si sta più di tanto male un giorno chiusi in camera, impedisce di pensare a quelli che dovrebbero essere i rapporti con gli altri, di pensare gli altri, sembra di esistere solo io.
Visto Murray e la sua faccia stralunata in Lost in translation, ora stanco e freddo dentro.
Notamment la gola.
E ho sentito tutto il giorno tutti i Queen, o meglio sono a 101 canzoni su 224.
Un elicottero ogni sera gira per un’ora sopra piazza Castello, considerato che la medesima è a circa duecento metri trovo questo assai fastidioso, capaci che se tentass di abbatterlo con un katiuscia anora se la prenderebbero, e ancora non abbiamo iniziato.
Mentre facevo colazione c’era in cucina un tipo di Lecce con la faccia simpaticosa e sorridente, che si cuoceva direi delle penne alla carbonara liofilizzate; costui si è appena laureato e ha un colloquio di lavoro domani a Torino, poi nell’ordine uno a Milano, uno a Roma e uno a Asti.
Già mi sentivo deboluccio di mio, a sentirlo andare di qua e di là nei prossimi giorni mi squagliavo poco a poco [...]

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