-Di domenica-

-Di domenica- Guardo le cose e i luoghi che ho amato per poterli sentire più vicini alla mia pelle; racconto queste cose, questi luoghi, queste sensazioni anche quando non c'è nessuno ad ascoltare; mi basta che ci siano pietre abbandonate; o lo sfinirsi lento, lungo e ostinato, di un'onda che sulla battigia esala l'ultima sua cellula d'acqua; o diritte lame di luce di contro quando il sole cala.
Stavo scrivendo queste parole senza inchiostro a farne segno di sangue  che lo scorrere del tempo, sfuma di tempo stesso e acquarella.
Sarebbero rimaste negli occhi e nella mente...ma poi.
Ma poi...
Ma poi ho sentito pulsare la terra ed io che ci dormivo dentro; c'era tutto quello che volevo.
Anche tu, in uno sguardo.
In una mano senza sangue.
Ogni cosa diventa pagina di fantasmi raccontati; e tu occhi nel buio, grato di carezze che non toccano lenzuola.
Vorrei offrirti di più, ma ho solo carne, sangue e pochi desideri.
Ti ho visto abbracciato al mio silenzio, alle parole somiglianti ad archi di un altro tempo, esplose in pianto e ricadute senza un tonfo, quasi fossero il vapore di una dolcezza che in queste ore sfuma insieme al broncio del mare e al sole che scende all'orizzonte, legato al filo della luna.
Stavo scrivendo queste parole senza inchiostro a farne segno di sangue che lo scorrere del tempo, sfuma di tempo stesso.
Un dono, il tuo.
La mia gratitudine è salata...liquefatta di pianto nelle parole che di te scorro.
Altro non riesco a dire.
Sarebbe solo abbraccio se gli occhi miei ti avessero di fronte.
-rms- 

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