... Come Se Fosse l'Ultimo...

Stanchezza che mi avvolge, in questo lungo week end.
Dovevano essere giorni di festa, col matrimonio di un'amica.
E poi le ferie.
Invece è stato un week end di lutto, tre giorni di sbattimento, da venerdì ad oggi.
A correre da una parte all'altra, tra ufficio, istituto di medicina legale, camera mortuaria, cimitero.
Hanno dovuto sfondare la porta, perché non aprivi all'ambulanza che ti portava a fare la dialisi.
Ti hanno trovato sdraiato sul pavimento, come addormentato, con le manine sul petto.
Ti ho visto dentro la bara, dopo più di vent'anni.
E non mi ricordo nemmeno in quale occasione.
Però non ho mai dimenticato il tuo viso.
E ho sempre seguito la tua vita da lontano.
Non hai conosciuto nemmeno un giorno di felicità, da bambino la tua malattia, che se ne è portate dietro altre.
Fino alla cecità totale due anni fa, l'insufficienza renale il mese scorso.
Una vita disgraziata e infelice.
Sei morto solo, come un cane rabbioso.
Come sempre hai vissuto, scacciando chiunque volesse darti una mano, o curarti.
Eri il mio padrino.
Te ne sei dimenticato, che io esistevo.
Le poche volte che ho incrociato la tua voce per telefono non mi hai mai chiesto come stavo.
E nemmeno io a te.
Ti passavo mia madre.
Mia madre...
Una volta l'hai inseguita per strada con un coltello in mano, semplicemente perchè ti aveva contraddetto.
Due volte l'hai mandata all'ospedale, da ragazza.
Eri un violento, eri una bestia.
Eri infelice.
Eri malato.
Eri solo.
Sei stato un tiranno fino all'ultimo giorno.
Eri maniacale nel quotidiano.
Io non sono mai venuta a vedere casa tua.
Ma so che non c'era una sola anta di armadio che non fosse chiusa achiave, non un cassetto, anche quelli vuoti, che non avesse una serratura.
E non c'era una chiave che aprisse due cassetti.
C'era un mazzo di chiavi enorme.
E un altro ancora più grande dove avevi raccolto tutte le seconde e le terze chiavi.
Ogni camicia aveva le tue iniziali, così come anche le scarpe.
E per ogni camicia stirata alla perfezione, c'era una gruccia.
La biancheria piegata e divisa per colore.
Derrate alimentari che nemmeno stesse per scoppiare una guerra si troverebbe la motivazione di tanto accumulo.
Ogni genere di attrezzo per il bricolage, dalla sega circolare al trapano a colonna.
Per non parlare poi delle scorte di sapone per le mani, e di tutti gli elettrodomestici di ultima generazione.
Un  impianto stereo che vale milioni, modificato da te.
Tu eri un radiotecnico.
Quando in questa terra non si sapeva nemmeno pronunciare la parola radiotecnino.
Avevi il dono di riprodurre in miniatura [...]

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