.........e ancora Sesto Fiorentino (FI):.......e il Parco della Piana

Riccardo Mostardini per greenreport «Occorre partire da un presupposto fondamentale, e cioè che il parco è l'elemento ordinatore dell'intera area, che ridefinisce l'unità di misura»: con queste parole, affidate all'edizione fiorentina de "La Nazione" di ieri, il garante per la comunicazione nel governo del territorio, Massimo Morisi, ha evidenziato quello che è probabilmente il punto centrale del dibattito sul parco della Piana.
E' evidente, cioè, che l'impronta che assumerà il parco, cioè se esso sarà "vaso di ferro" o "vaso di coccio" davanti ad altri ambiti di sviluppo infrastrutturale previsti nella stessa zona, condizionerà fortemente l'intera politica del territorio nella Piana fiorentina-pratese.
Come giustamente riporta Morisi, infatti, è necessario tenere ben presente che «il parco rappresenta una grande opportunità per migliorare la qualità della vita urbana di oltre 700.000 persone, e non scordare questo assunto quando si parla di possibili infrastrutture».
E' quindi «sbagliato pregiudicarsi una simile opportunità ponendo l'alternativa tra parco e (altre) infrastrutture.
E' l'equilibrio che va trovato, senza rinunciare all'ipotesi principale: la qualità di un grande parco metropolitano», che poi ovviamente non preclude - in via generale, e guardando a cosa avviene in altri paesi - la realizzazione di altre infrastrutture di matrice più propriamente economica, al di là di quali siano effettivamente in ballo nell'area in questione, e cioè l'ampliamento dell'aeroporto e la realizzazione dell'inceneritore di Case Passerini in primo luogo, ma anche il completamento della strada Perfetti-Ricasoli (Firenze-Prato, a nord dell'A11), la terza corsia dell'A11 stessa e - dall'altra parte dell'attuale pista aeroportuale - la ventura "Cittadella viola" e in generale l'area di Castello, ancora sotto sequestro giudiziario.
Insomma, la posizione espressa da Morisi gira intorno alla "ridefinizione dell'unità di misura": se la Piana è da considerarsi solo un contenitore, uno "sgabuzzino" di territorio e suolo libero da stipare fino alla saturazione, allora è da attendersi che in futuro questi ormai pochi kmq di suolo saranno trasformati in "crescita", fino al momento in cui di suolo non ne sussisterà materialmente più, nella Piana.
E il parco potrà solo rallentare il raggiungimento di questo degrado.
Se invece si saprà cambiare unità di misura, puntando al benessere umano e alla qualità ambientale e prendendo questi due fattori come invarianti fondamentali degli obiettivi dell'azione di governo del [...]

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