........e ri-Firenze: Pianorama, il programma completo

Apre martedì 16 marzo ore 20.30 - quest’anno nella sala del Lyceum Club Internazionale di Firenze (Via Alfani 48) - PIANORAMA, festival internazionale di pianoforte che giunge alla VI edizione grazie al sostegno di una fitta rete di enti internazionali (Istituto Francese, Deutsches Institut, Consolato della Repubblica Federale di Germania, Consolato di Francia, Lyceum Club Internazionale di Firenze, Consolato d’Austria) e alla partecipazione delle più importanti scuole di musica del territorio.
Il festival (in programma tutte i giorni dal 16 al 21 marzo, inizia con il consueto mix di pianoforte e cinema muto: il film scelto dal critico cinematografico Aldo Tassone è "Metropolis" (Germania 1927), che sarà accompagnato dalle intense improvvisazioni di Martin Munch, pianista e compositore tedesco, che del festival è stato l’ideatore, che si ispirerà alle musiche originali del film, in particolare al “Tema di Maria”.   Il film Metropolis (di cui recentemente è stata scoperta a Buenos Aires la versione integrale, non ancora disponibile) è considerato il capolavoro del regista austriaco Fritz Lang ed è tra le opere simbolo del cinema espressionista oltre che universalmente riconosciuto come modello di gran parte del cinema di fantascienza moderno, avendo ispirato pellicole quali Blade Runner e Brazil Protagonista del film una  Metropoli  avveniristica (Lang pensava a New York)  costruita su due livelli sovrapposti e nettamente separati.
Sopra, tra  luminosi grattacieli, lussuosi giardini e campi sportivi, una élite di privilegiati che conduce un’agiata vita borghese; nella città sotterranea invece, un intrico di case-cubi, tunnel e ascensori giganti senza un filo d’erba, un esercito di operai anonimi inchiodati alle loro macchine.
Per mantenere l’“equilibrio sociale”, dalla sua stanza dei bottoni, Joh Fredersen (Alfred Abel) il grande monopolista di Metropolis, ricorrerà all’aiuto di un inventore folle, impegnato nell’ambizioso progetto della creazione di un robot, che, riprodotto in migliaia di esemplari, potrà rimpiazzare in futuro tutti gli operai.
 “Caso  rarissimo  in un film muto – ricorda Aldo Tassone -  la fama  di Metropoli non  è mai venuta meno; in una recensione del lontano 1927 il giovane Luis Buñuel sottolineava la padronanza tecnica eccezionale, la forza emotiva, la bellezza inedita sorprendente di questo meraviglioso libro di immagini.
Ormai  questo primo colossal di fantascienza sociale fa parte dell’immaginario collettivo, grazie anche ai geniali i  [...]

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