.......e ancora Livorno: Leonardo Gonnelli

Il professor Ampola non usa mezze parole: Leonardo Gonnelli ha sbagliato lavoro.
Avrebbe dovuto fare lo scrittore e non il responsabile della protezione civile a Livorno.
E non possiamo che dare ragione all'esimio professore, anche perchè basta leggere l'opera prima di Gonnelli, "Lo scoglio della regina" (Books & Company editore) per capire che questo libro (a prescindere da come andranno le vendite) è un libro che vive di vita propria.
Le opere prime, in verità, dovrebbero sempre essere considerate come tali, e proprio per questo, esprimere giudizi più che lusinghieri è sempre un'arma a doppio taglio.
Questa volta, però, ci sentiamo in dovere di farlo, fosse anche solo sull'onda emotiva della brava Angela Rafanelli che ha interpretato magistralmente, durante il suo reading, alcuni passi del racconto.
Un'opera viva, dicevamo, che va oltre l'autore e che a nostro avviso ha tutti i titoli per diventare un piccolo e nuovo caso letterario.
La presenza, poi, di un folto pubblico ha dimostrato come attorno all'autore ci siano molte aspettative.
Una storia complessa, quasi un incastro di scatole cinesi, della quale non vogliamo rivelare il contenuto, ma che si dipana come un vero e proprio percorso teatrale, la cui tessitura si compenetra, sempre in modo leggero, con pensieri forti come quello della morte.
Lontano, quindi, dall'autore la mano pesante della tristezza.
Al contrario, invece, anche nei momenti di maggior patos riesce a districarsi con quella sottile ironia che fa sì che il libro possa, appunto, vivere di vita propria.
Grazie anche a Sergio Tani, prestato al ruolo di ghost writer, il quale è riuscito a prosciugare fino all'osso un lavoro che si è protratto per oltre tre anni, riuscendo così ad "obbligare" il lettore a partecipare, in prima persona, a interagire in modo attivo, con i tanti personaggi del romanzo.
  ilcorrieredilivorno

Leggi tutto l'articolo