..ho visto..

…ho visto..
“Caro Direttore, sono un avvocato milanese di 42 anni e Vi scrivo per testimoniare la mia recentissima esperienza durante un pellegrinaggio a Medjugorje.
Dopo anni di studi in istituti privati religiosi, dai quali non mi è rimasto praticamente nulla a livello «spirituale», ho vissuto tutta la vita da cattolico non praticante: dicevo di credere in Dio solo perché sono nato in Italia, mi hanno battezzato, ho fatto la comunione e la cresima.
Nulla di più.
Le parole delle preghiere, della bibbia, dei vangeli sono sempre state per me solo parole, ma non ho mai sentito nulla dentro di me.
Anzi, qualcosa sentivo: un grandissimo vuoto, che i beni materiali che il mio lavoro mi ha permesso di avere non hanno mai colmato.
Poi, nell’estate dello scorso anno è stata diagnosticata a mia madre una brutta malattia degenerativa, che ha aumentato ancora di più la mia sofferenza interiore.
Finalmente, a maggio di quest’anno mia madre mi ha casualmente raccontato di avere programmato un pellegrinaggio a Medjugorje (di cui non sapevo assolutamente nulla, se non che era un luogo «tipo Lourdes») e mi ha poi chiesto se «per caso» non avessi il desiderio di andare con lei: credo sia stata una domanda di circostanza, alla quale era convinta io avrei rifiutato.
Con sua enorme sorpresa, ho invece accettato, non so nemmeno io perché, so solo che «sentivo» di dover andare.
In seguito, quando sono giunto a Medjugorje, ho sentito dire che è la Madonna a «chiamarti» quando è arrivato il tuo momento: ebbene, credo che nel mio caso sia stato proprio così.
Ogni mattina sveglia all’alba, alle 6 colazione, per poi «partire» secondo un programma di gruppo che mi trovava molto restio ad accettare, essendo io estremamente individualista e convinto di poter fare sempre tutto da solo, senza mai chiedere aiuto a nessuno.
Così all’inizio me ne stavo in disparte, a osservare, anche perché dopo tanti anni di istituti religiosi non mi ricordavo più nemmeno le parole del padre nostro o dell’ave maria e mi vergognavo a farlo vedere.
Senza nemmeno accorgermene, a poco a poco mi sono avvicinato sempre di più al gruppo e ho cominciato anch’io a pregare: non a pronunciare le parole delle preghiere, come avevo sempre fatto in modo automatico, senza pensare, in quelle rare occasioni in cui andavo in Chiesa (ad esempio per la Messa di Natale), ma a pregare veramente.
Ho cominciato a sentire come una pietra, o un groviglio di nodi, dentro di me, che a poco a poco si scioglieva.
E man mano che si scioglieva, ho incominciato a [...]

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