02-Il cieco di Chio

IL CIECO DI CHIO
 
 
 
O Deliàs, o gracile rampollo
di palma, ai piedi sorto su del Cyntho,
alla corrente del canoro Inopo;
figlia di Palma; di qual dono io mai
posso bearti il giovanetto cuore?
Ché all'invito de' giovani scotendo
gl'indifferenti riccioli del capo,
gioia t'hai fatto del vegliardo grigio
cui poter falla e desiderio avanza.
E lui su le me lievi orme adducevi
all'opaca radura ed al giaciglio
delle stridule foglie, in mezzo ai pini
sonanti un fresco brulichìo di pioggia
presso la salsa musica del mare.
Né già la bianca tua beltà celasti
a gli occhi della sua memore mano:
non vista ad altri, che a lui cieco e, forse,
al solitario tacito alcïone.
 
O Deliàs, e già finì la gara
de' tunicati Iàoni: già tace
il vostro coro, grande meraviglia,
in cui nessuna di te meglio scosse
i procellosi crotali d'argento.
Ed il nocchiero su la nave nera
l'albero drizza, ed in su trae le pietre,
le gravi pietre su cui dondolando
dorme la nave nel loquace porto.
Ora un nocchiero addimandai: No...

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