02.10.2007 Mai giocato a tennis in vita mia!

....sia lodato! Mi confidò, rammaricato, il buon vecchio parroco mantovano.
A quanto pare era “gomito del tennista” la sindrome nella quale era stato inquadrato.
Mai una partita, neanche a ping-pong...
Vabbeh, don..., mica ce l’hanno solo i tennisti.
Quanto tempo ha passato con i gomiti appoggiati e lo sguardo al cielo? Ehhh...
(Non era proprio “gomito del tennista”, che descrive quella che in gergo tecnico viene definita epicondilite, ma un’epitrocleite con un interessamento del nervo ulnare...
un peccato veniale).
Quando il gomito fa male davvero, non parliamo di qualche passeggero fastidio, gran parte delle attività manuali diventano dolorose.
Spesso il paziente sminuisce la portata del disturbo sottolineando il fatto che flettere ed estendere il gomito non provoca particolari fastidi.
Ma non è questa la chiave di lettura.
Aprire un vasetto di passata di pomodori o stringere un bullone con una chiave inglese può diventare un’impresa ardua.
Talvolta il dolore “accompagna” il riposo notturno, evidenziando l'importanza del problema.
Una radiografia, di solito, non evidenzia particolari deformazioni.
Il dolore è più spesso causato da alterazioni funzionali dei tessuti molli, ovvero legamenti e tendini, qualche volta l'infiammazione “contagia” anche i nervi che vanno alla mano.
Qualche tempo fa si curava con Ionoforesi, una terapia che attraverso l'utilizzo di una corrente continua di bassa intensità, riesce a trasportare una piccola quantità di farmaco antinfiammatorio nella zona con problemi...
risultati scarsi.
Nel 1985 fu creata la T.e.c.a.r.
terapia che trova ancora un buon riscontro in molti casi.
Dal 2000 esiste l’Hydroforesi Molecolare, un’apparecchiatura che riesce a veicolare un farmaco fino a dodici centimetri di profondità e, nel gomito, bastano ed avanzano.
Quando qualche paziente è allergico ai farmaci questa opportunità non può essere colta ed allora è necessario utilizzare dei Neuroregolatori Interattivi, sofisticati strumenti che stimolano l’organismo a risolvere il problema attraverso un'intensissima comunicazione con il sistema nervoso ed immunitario ma stiamo parlando di apparecchiature solo da poco importate in Italia, di provenienza russa o statunitense, il cui utilizzo è ancora poco diffuso.
A cura di: dott.
N.Dacomo – Fisioterapista Terapista della Riabilitazione

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