1-Storia di due paia di scarpette rosse

Infine, venne il giorno del congedo ed il signor Rino, dimesso dall’ospedale, avrebbe voluto prendere in affitto un appartamentino lì vicino, per poter continuare ad intrattenersi con Otto.
Questi, tuttavia, gli disse che sarebbe stata una sciocchezza e che “fermare il tempo” non aveva mai avuto senso per un uomo.
^Pantha Rei !^ gli disse, rammentandogli il detto del poeta/filosofo greco più amato dal signor Rino (Eraclito).
Poiché comprese i sentimenti dell’altro, in quanto erano anche i suoi, Otto volle raccontargli un ultima storia, affinché potesse aiutarlo a superare il distacco.
“Fai finta di essere una ragazza gli disse !” Il signor Rino lo guardò con stupore e sorridendo allo stesso tempo, per capire se lo stesse prendendo in giro oppure mirasse a qualcosa di non ancora chiaro.
“Devi immedesimarti nel personaggio” di rimando Otto “perché soltanto così questa che ti sto per raccontare sarà una storia di piena efficacia !” Il signor Rino accettò, per l’affetto che portava nei confronti del vecchio, dal quale stava per congedarsi, e fece uno sforzo di concentrazione, non potendo tuttavia evitare di ridere, perché pensava allo stesso tempo che anche questa gli doveva capitare di vivere.
Quando il signor Rino sembrò essere pronto, pur continuando a ridacchiare, Otto iniziò il suo racconto.
“Tu sai benissimo” esordì “quanto importanti siano per noi esseri umani i piedi.
Da quando il primate pitecantropus australopiteco, nostro progenitore, assunse la posizione eretta l’umanità ha percorso a piedi miliardi di miliardi di kilometri e soltanto in epoche relativamente molto recenti ha avuto bisogno delle scarpe” Il signor Rino lo interruppe immediatamente: “Guarda che questa delle scarpe è storia vecchia.
Io, prima di venire qui le ho seppellite tutte le mie scarpe !”.
“Scc…buono” Otto di rimando “Me lo hai già detto.
Questa che sto per raccontarti è una storia di scarpette di fanciulla ! Sei una fanciulla tu ?” Il signor Rino: “Veramente.
.
.”.
Otto: “Si, si ! Scherzavo.
Continua a concentrarti sull’essere una ragazza !” Il signor Rino comprese che Otto stesse facendo tutta quella messa in scena soprattutto per sdrammatizzare il momento così triste per entrambi e, quindi, non commentò oltre, lasciando che proseguisse il suo prologo.
Otto: “Dunque ! Come dicevamo, se perdessimo i nostri piedi, sarebbe come essere quasi già morti.
Sappiamo benissimo che non si muore (se non per incidente mortale) in un lasso temporale breve, bensì si muore un po’ [...]

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