1. Morrissey - Irish Blood, English Heart

Irish Blood, English Heart, this i'm made of there is no one on Earth i'm afraid of and no regime can buy or sell me Come si fa a non amare un canzone che inizia con versi così orgogliosi, sparati come da un mitra come quella che il vecchio leader degli Smiths ha in mano in copertina.
C'è un orgoglio quasi rabbioso, come di chi va a testa alta in un mondo che non gli appartiene, un mondo che forse non può cambiare, ma che non gli fa nemmeno cambiare di una virgola le intime convinzioni, la morale, le speranze.
Così Morrissey sogna, più che sperare, di un tempo in cui to be English is not to be baneful, in cui la bandiera non è sinonimo di razzismo e non mette vergogna (to be standing by the flag not feeling shameful, racist or partial).
E c'è un grande senso di orgoglio anche nella frase and i will die with both of my hands untied, una rivendicazione di libertà assoluta, di indipendenza da qualsiasi condizionamento.
Una canzone esplicitamente politica, in cui è attaccata con livore tutta la politica inglese passata e presente (i've been dreaming of a time when the English are sick to death of Labour and Tories and spit upon the name Oliver Cromwell).
Ma l'Inghilterra è pur sempre la sua patria, il suo rancore è mosso da amore, e il tè ha pur sempre il sapore del Tamigi (in Come back to Camden: drinking tea with the taste of the Thames) In You are the quarry ci sono altre canzoni molto belle, devo dire ("The first of the gang to die", "Let me kiss you", "The world is full of crashing bores"); perché questa mi è rimasta in testa più di tutte le altre? perché continuo a cantarla come un cretino? Sarà per le chitarre accattivanti? per il piacere di cantare che "nessun regime mi può vendere o comprare" o che "morirò con entrambe le mani slegate"? Non so.
So che la mia mano si è spostata più e più volte sul menu a tendina del mio Foobar per selezionare Order: Repeat.

Leggi tutto l'articolo