11 MILIONI DI VOTI? NO, UNO O DUE

Piero Ignazi sostiene giustamente, su “Repubblica”, che la situazione politica non si sbloccherà finché Luigi Di Maio non rinuncerà all’assurda – e costituzionalmente infondata – pretesa di essere nominato Primo Ministro.
Una richiesta, scrive, “frutto di un mix di esaltazione, inesperienza e arroganza”.
E tuttavia l’obiettività vuole che si difenda il povero giovane.
Se coloro che hanno i capelli bianchi delegano il comando – o l’apparenza del comando – a un giovane che non ha né esperienza, né cultura politica né pratica di governo, come meravigliarsi, poi, se quello commette errori? Come possiamo imputargli l’esaltazione se, a trent’anni, si vede designare candidato Primo Ministro? L’arroganza è costituita dall’attribuirsi qualità che non si hanno, ma nel suo caso è poi così assurdo che egli pensi di averle, quelle qualità? La verità è che, per come l’hanno “pompato”, il giovane Di Maio si mostra perfino saggio.
La pretesa che Di Maio sia il Primo Ministro è un macigno sulla via che...

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