11 aprile 1975. A Sant'Anastasia, in provincia di Napoli, un'esplosione alla Flobert, dodici operai, tutti giovani, morti

Giuseppe Mosca, Antonio Tramontano, Giuseppe Sorrentino, Antonio Savarese,  Mariano Barra, Giovanni Esposito,  Antonio Frasca, Michele Allocca, Michele Esposito, Giovanni Caruso, Giovanni Cerciello, Vincenzo Florio.
  11 aprile 1975.
Passata ora di pranzo.
A Sant'Anastasia, in provincia di Napoli, si sente un boato.
La fabbrica Flobert, che produce proiettili d’arma giocattolo e fuochi d’artificio, è esplosa.
Dodici le vittime, tutte giovani.
I capannoni erano situati in contrada Romani, alle pendici del Monte Somma, nel vesuviano.
Sono tanti ad accorrere sul luogo della sciagura.
Molti temono per la vita dei propri cari.
“Nun se capette 'niente”, dirà Ciro Liguoro, uno dei sopravvissuti.
E niente si capirà per molto tempo ancora.
  Era un venerdì come tanti.
Al lavoro quel giorno si trovavano sessanta persone, molte donne, più remissive, con le mani più piccole degli uomini e dunque più adatte ad inserire polvere da sparo nei proiettili di gomma.
Nel reparto dove scoppia la scintilla che causerà la deflagrazione si trovano tredici operai, maschi, e circa 200mila cartucce, che per mesi verranno ritrovate per le vie del paese dai bambini che si divertivano a farle scoppiare.
Dodici di loro muoiono sul colpo, solo uno si salva per miracolo.
Cinque donne e cinque uomini subiranno gravi ferite.
Pezzi dei loro corpi appaiono a 100 metri di distanza, di uno non si ritroverà nemmeno più il corpo.
Due cadaveri carbonizzati verranno trovati dai primi soccorritori aggrappati a una rete, nel vano tentativo di scappare.
  Venivano tutti da paesi confinanti: Sant'Anastia, Somma Vesuviana, Pollena Trocchia, Pomigliano D'Arco, Cercola, San Sebastiano al Vesuvio, Portici.
Si conoscevano tutti: Giuseppe Mosca, 20 anni, Antonio Tramontano, 21 anni, Giuseppe Sorrentino, 22 anni, Antonio Savarese, 23 anni, Mariano Barra, 24 anni, Giovanni Esposito, 25 anni, Antonio Frasca, 25 anni, Michele Allocca, 32 anni, Michele Esposito, 34 anni, Giovanni Caruso, 35 anni, Giovanni Cerciello, 39 anni, Vincenzo Florio, 42 anni.
  Dieci degli operai scomparsi avevano iniziato a lavorare solo due settimane prima.
Molte delle 60 persone presenti lavoravano in nero in capannoni di legno e lamiera, privi delle più basilari norme di sicurezza.
Alcuni degli operai risulteranno assunti solo 5 giorni prima dell'incidente.
All'inizio si pensa che a far scattare la scintilla sia stata una cicca di sigaretta lasciata cadere da un operaio.
Non è così: le inchieste successive ipotizzeranno che la causa siano alcune sostanze proibite contenute [...]

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