15 uccisi (un bambino)

Stragi a catena in Iraq: 15 uccisi (un bambino) e sette marines di red Si riduce ad un macabro bilancio di morti, per lo più civili, la cronaca dall’Iraq.
Questa volta a perdere la vita sono stati anche sette marines americani impegnati in un sanguinoso scontro a fuoco nella zona intorno alla cittadina di Haditha, nell'Iraq occidentale.
A riferirlo è stato lo stesso comando Usa nel paese.
La fonte statunitense ha precisato che le perdite sono avvenute lunedì.
La zona degli scontri, che fiancheggia l'Eufrate, ci trova a circa 200 chilometri a nordovest di Baghdad.
Non è stato chiarito se i marines siano stati uccisi in un singolo attacco o se siano morti in più episodi.
Un settimo marine ha perso la vita per l’esplosione di un’autobomba nella stessa regione.
Sono frequenti gli attacchi da parte dei ribelli nell'area intorno ad Haditha.
Tutta la provincia di Anbar rappresenta un focolaio ancora non domato di resistenza all’occupazione straniera.
Dall'inizio della guerra, nel marzo 2003, gli Usa contano oltre 1790 perdite.
Più grave e notevolmente maggiore è l’incidenza che attentati terroristici, azioni militari ed episodi legati alla presenza straniera ne paese provocano sulla popolazione civile.
Circa il 90% delle perdite umane infatti coinvolge semplici cittadini.
Sarà stata probabilmente una questione di faide a provocare una strage davanti ad un ospedale di Baghdad: mentre uscivano dall’edificio cinque persone sono state freddate a colpi di arma da fuoco.
Erano andate a rendere omaggio alla salma di un religioso sunnita assassinato lunedì sera, lo sceicco Akil al-Mhahadidi, della moschea di Al-Mouhajerin.
Anche lui aveva perso la vita ucciso a colpi d'arma da fuoco insieme con il fratello alla periferia occidentale della capitale irachena.
Ma nella capitale irachena non passa giornata senza che una bomba suoni come un rintocco di morte.
Nella mattinata un uomo si è fatto esplodere a bordo di un’auto nel centro di Baghdad al passaggio di un convoglio americano.
A farne le spese sono stati però quattro civili iracheni che si trovavano inconsapevolmente nel posto sbagliato.
Altre 23 persone sono rimaste ferite.
A confermare il numero delle vittime è stato un responsabile dell'ospedale Ibn Nafis, che ha comunicato con l’agenzia Afp.
Un testimone riferisce di aver visto un Humvee in fiamme e altre 14 vetture danneggiate, così come una decina di negozi.
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