150° ANNIVERSARIO DELL'UNITÀ D'ITALIA

  Una ricostruzione a grandi linee del processo di unificazione e di «Risorgimento» della nazione italiana con una particolare attenzione alla dimensione strutturale.
  Giuseppe Brienza Ombre e luci del processo risorgimentale italiano (Ultima Parte)   [Relazione tenuta al convegno di studi La nascita dello Stato italiano, in occasione del 145° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia, organizzato dalla Associazione Europea Scuola e Professionalità Insegnante (Aespi) di Milano, il 17 marzo 2006 a Palazzo Valentini di Roma, con il  patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di  Roma e della Fondazione Ugo Spirito di Roma] 28.
L’eccellenza amministrativa lombardo-veneta e il «ripensamento» di Cavour   Inizialmente, come ha evidenziato Roberto Ruffilli, Cavour parve intenzionato a rispettare e valorizzare l’esperienza amministrativa del Lombardo-Veneto asburgico, lasciando con il Regio Decreto dell’8 giugno 1859, n.
4325, alla Lombardia la sua organizzazione e la sua legislazione amministrativa tradizionale, sia pure con talune modifiche, sulla base della normativa piemontese.
Fattore determinante nella scelta cavouriana «[…] era la convinzione, chiaramente espressa all’interessato, della superiorità delle istituzioni lombarde rispetto a quelle piemontesi, sul piano della liberalità e dell’efficienza».
È significativa, da questo punto di vista, l’estensione, realizzata da Cavour, col successivo Regio Decreto del 15 giugno 1859, dell’organizzazione amministrativa lombarda alle province modenesi e parmensi in via di annessione allo Stato sardo: «Ciò mette in luce come anche lo statista piemontese, là dove non avvertiva l’esigenza politica di evitare turbamenti della realtà in atto, tendesse a lasciar cadere l’apparato amministrativo tradizionale e a sostituirlo con uno ritenuto più idoneo a consolidare gli equilibri del nuovo regime, oltre che più conforme ai principi liberali e dell’efficienza amministrativa».
La gran parte dei successori dello statista piemontese, però, non perseverò nel riconoscimento delle particolarità amministrative dell’ex Stato, operando la definitiva estensione all’intero regno della legislazione «piemontese».
La tendenza propria del primo governo successivo a Cavour, presieduto nel 1862 da Urbano Rattazzi, e in generale quella di tutta la Sinistra parlamentare, soprattutto per convinzioni derivanti dalla propria peculiare formazione ideologica e politica, fu senza esitazione per una unificazione amministrativa del Paese sulla base [...]

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