1735, Porto rifatto

La pietra collocata di recente al Ponte di Tiberio reca una scritta che va collegata alla storia del Porto di Rimini: "A FUND.
ERECT.
A.
D.
MDCCXXXV".
Ovvero nel 1735 era stata eretta dalle fondamenta una costruzione...
Ma quale? Non certamente lo stesso Ponte di Tiberio, ma appunto il Porto.
Leggiamo da Luigi Tonini ["Il Porto di Rimini, brevi memorie storiche", Bologna, 1864, pp.
12-16], che in seguito all'alluvione del 1727, "caddero i nuovi moli (perché malamente costruiti) nel Porto; e questo solo danno fu calcolato in quindici mila scudi.
Le acque erano a tale altezza che dall'Ausa alla Marecchia verso il mare giunsero a sorpassare l'altezza degli alberi più elevati".
Tonini riprendeva la "Cronaca" del conte Federico Sartoni (1730-1786).
All'inizio del 1700, su consiglio del card.
Ulisse Giuseppe Gozzadini, legato di Romagna, erano stati eseguiti lavori di riparazione alle sponde.
Alla riva destra, le palizzate vennero sostituite completamente da un'opera in muratura.
Il Comune spese più di 70 mila scudi.
Finiti male, con l'alluvione del 1727.
Alla pagina successiva sul tema: 1746.
Un'immagine del Ponte di Tiberio.
Archivio sul tema in "Riministoria": Ruggiero Boscovich e la questione del porto canale, capitolo settimo di "Lumi di Romagna.
Il Settecento a Rimini e dintorni." [1992].
Grattacapi per un porto canale.
[24.07.2001] Porto e politica, affari e malaffare.
[17.02.2013] Il pesce indigesto dei politici.
[22.08.2014] Per altre notizie su: 1700.
Vita economica, sociale e politica, sezione dell'indice: Storie di Rimini.
Foto del Comune di Rimini, Ufficio Stampa.
Antonio Montanari (c) RIPRODUZIONE RISERVATA

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