1945/50 URSS

URSS: uscì dalla II guerra mondiale notevolmente provata: 18 milioni di morti, molte città distrutte e tutte le sue regioni europee invase dalla Germania.
Riuscì comunque ad affermarsi a livello mondiale grazie alla forza del suo grande esercito ("l’armata rossa"), grazie alla ferrea disciplina imposta da Stalin (Gori, 21dicembre1878 – Mosca, 5marzo1953) e grazie allo sfruttamento dei territori occupati.
Fin dal 1945, infatti, l’URSS avviò una politica di sfruttamento sistematico dei paesi occupati, volta a ricostruire e accelerare lo sviluppo del sistema industriale sovietico.
Il potere dell’URSS derivò dal grande appoggio di tutti i partiti comunisti del mondo e dalle speranze di indipendenza che essa alimentava in tutti i paesi ancora soggetti al regime coloniale.
In Europa orientale, la massiccia presenza dell’armata rossa anche dopo la fine del conflitto, determinò l’imposizione russa di governi comunisti filo-sovietici (e di conseguenza l’allontanamento forzato dei dirigenti non comunisti) e la conseguente collettivizzazione dell’economia.
La segreteria personale di Stalin e la polizia segreta controllavano rigidamente la burocrazia statale (MDV dal 1946) e i quadri del partito.
In economia vennero predisposti i famosi piani quinquennali di pianificazione produttiva.
Nel 1947 si insediarono governi filo-sovietici in Polonia, Bulgaria,  Ungheria e Romania, uniti tutti alla "madre Russia" mediante organizzazioni politiche (COMINFORM), economiche (COMECON) e militari (Patto di Varsavia).
Il COMINFORM  aveva come scopo quello di coordinare l’ azione di tutti i partiti comunisti europei Grazie al COMECON, l’URSS si assicurò il controllo delle economie dei paesi da lei occupati.
Attraverso il "consiglio di mutua assistenza economica", infatti, l‘URSS poté determinare i processi di produzione dei paesi satelliti in modo tale che questi risultassero complementari a quelli russi.
Il Patto di Varsavia fu invece la risposta sovietica all’ingresso nella Nato della Germania Federale.
Esso si configurò come organizzazione militare dei paesi comunisti dell’Europa orientale e conferì alla Russia il comando di tutte le forze militari dei paesi contraenti il trattato.
Il patto di Varsavia si sciolse soltanto nel 1991 in seguito al crollo dei regimi comunisti nell’Europa orientale.
Nel 1945 il primato atomico americano finì.
Fu proprio questo infatti, l’anno in cui l’URSS riuscì a costruire la sua prima bomba atomica.
La fine del monopolio atomico americano colse di sorpresa i governi [...]

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