2013, e' tempo di bilanci: Forli

Nel 2013 lo stato di liquidazione dell'aeroporto Ridolfi gestito da SEAF si e' tradotto in fallimento e chiusura.
I svariati tentativi per piazzarlo sul mercato con un bando ad evidenza europea, prorogato svariate volte non hanno dato un nuovo soggetto privato che si pendesse cura di gestire l'aeroporto.
Voci se ne sono rincorse lungamente, i giornali sono risultati pieni di queste illazioni poi non concretizzatesi.
L'unico vettore operante, la Wizz, si trasferi' dalla fine di marzo 2013 per la impossibilita' a continuare ad operare in quanto SEAF non aveva piu' futuro ed il liquidatore che ha gestito la societa' negli ultimi 12 mesi, nonostante i vari tentativi di vendita fu forzato a consegnare i libri della societa' al tribunale di Forli'.
Non solo la SEAF, ma anche ENI chiuse i rubinetti e non rese piu' disponibile il carburante per gli aerei dal 30 Marzo.
Nonostante i svariati periodi della sua vita quando Forli ha passato molti anni senza voli di linea, ma mai era rimasto senza carburante.
Quindi dopo la chiusura, da maggio con la nomina del curatore fallimentare l'aeroporto fu chiuso per un paio di mesi e poi autorizzato ad operare con aerei del peso inferiore a 5700Kg.
Mai risolti pero' dalla politica i problemi dei dipendenti SEAF che hanno avuto accesso agli ammortizzatori sociali, ma che in definitiva la remunerazione ha stentato ad arrivare, anzi allo stato attuale sembra che ancora ne siano privi.
Nemmeno la politica, artefice in buona parte del fatto che il Ridolfi fosse cresciuto in un dream che in realta' era inconsistente, si e' fatta mai carico del futuro dei dipendenti, nessuna ricollocazione e' stata trovata.
Anzi ha percorso la via che presto portera' all'emissione a Gennaio di un nuovo bando per dare un futuro operativo all'aeroporto.
Qualora vi sia qualcuno interessato veramente a prenderselo, visto che il mercato fino ad ora ha chiuso in faccia le porte.
Volata via Wizz che ha stiplato un contratto pluriennale con SAB, al momento non vi sono compagnie aeree che abbiano manifestato interesse di operare sullo scalo che la politica ha spacciato per l'alternato di Bologna nel caso di imminente saturazione.
Un aeroporto che anche la famosa costituita societa' regionale SAR e poi modificata in SAER ha mai portato a quel scellerato network di aeroporto che ancora i politicanti in cerca di consensi di volta in volta riesumano nei loro discorsi, senza che vi sia un minimo di avvicinamento allo stato reale della situazione del mercato che rifiuta una tal agglomerazione.
Ma si sa in politica si dice tutto pur [...]

Leggi tutto l'articolo