24 luglio 2016

La fede è nella Parola e non nella ricerca dei segni La Bibbia e il Vangelo ci riconducono alla verità come due bussole instancabili che non smettono di indicare la giusta rotta   Il momento storico che stiamo vivendo non è certo tranquillo.
Gli atti di terrorismo sono diventati dei drammi umani che si ripetono con frequenze ravvicinate.
Troppa violenza verbale e fisica.
La politica è invasa da questo clima che, in più occasioni, ha purtroppo generato da se stessa.
L’aggressività prende spesso il sopravvento nei comportamenti umani e interessa gli spazi sociali più semplici, ma anche quelli più complessi, come la campagna elettorale che dovrà eleggere il presidente del Paese più potente del mondo o la risposta al fallito golpe in Turchia.
Prende forma così l’uomo potente non certo per saggezza, ma per i suoi “muscoli” mentali e fisici.
C’è all’orizzonte l’ombra di una deriva politica ed economica che avanza e che si fa fatica a fermare.
Manca una società civile attenta, presente, motivata, ispirata.
In giro c’è paura, disorientamento.
Chi governa è sempre l’espressione o il frutto del contesto sociale che lo legittima.
Un vero gatto che si morde la coda.
I valori non negoziabili che partono dal vangelo oggi sono diventati degli slogan che tutti, credenti e non, manifestano con empatia nelle infinite tavole rotonde televisive o pubbliche.
Ogni soluzione, se non supportata da una fede possente nella legge del Signore, rischia di aggiungere un danno ulteriore.
Intanto c’è da dire, senza vergognarsi, che in pochi osservano i dieci comandamenti e che la stessa fede viene amplificata solo sotto il suo aspetto spettacolare, miracolistico, stupefacente.
Se si vede si crede, salvo poi cercare, alla prima “scadenza” dell’impronta divina ricevuta, un nuovo segno per non spegnere la falsa fiammella della fede ritrovata.
Un imbroglio del cuore che serve solo a deliziare gli occhi e lasciare l’animo di pietra.
Il segno dei profeti è da sempre la parola da essi enunciata che andrà senza riserva a compiersi.
Una fede grande perciò fa un popolo forte e maturo, illuminando le gesta dei suoi governanti.
La strada è questa, non ci sono altre formule risolutive.
 Anche se il tragitto è lungo e impervio non bisogna arrendersi.
L’uomo prima o poi capirà.
Non esiterà a prendere in mano la situazione, riducendo gli errori e gli orrori compiuti.
È facile oggi constatare l’ironia di una classe ben pensante che utilizza altre misure per guardare alla gestione delle cose;  è anche nota [...]

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