26. Oscurità...

Nero Nera palude, acquitrino putrido ove carcasse di strani animali giaggiolo sospinti da una molle corrente di antiche putrescente.
Lontano, fuochi azzurrini si rincorrono, danzando tra gli alberi morti di quella palude nera.
Sangue Solo il sapore del sangue può placare la mia sete, esso mi sazia e di nuova forza io rinasco, è la mia linfa ciò per cui sopravvivo, senza di esso non sarei più niente.
Nebbia E perdersi tra la nebbia, nel grigio torpore in cui i suoni sembrano bevuti da fantasmi invisibili, dita di secchi alberi spogli mi accarezzano il viso mentre cammino senza più una meta, desideroso che ritorni il sole, e di questa notte non rimanga altro che il ricordo nei miei sogni.
Odo lontano il latrato di un cane, forse smarrito anche lui.
I suoi passi si avvicinano, sembra abbia fiutato qualcosa… quegli occhi gialli… stanno fissando me! Non c’è più tempo per vivere, la nebbia nasconderà di nuovo un altro delitto…

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