26.Tramonti

Myricae Giovanni Pascoli
TRAMONTI
I LA SIRENA La sera, fra il sussurrìo lento dell'acqua che succhia la rena, dal mare nebbioso un lamento si leva: il tuo canto, o Sirena. E sembra che salga, che salga, poi rompa in un gemito grave. E l'onda sospira tra l'alga, e passa una larva di nave: un'ombra di nave che sfuma nel grigio, ove muore quel grido; che porta con sé, nella bruma, dei cuori che tornano al lido: al lido che fugge, che scese già nella caligine, via; che porta via tutto, le chiese che suonano l'avemaria, le case che su per la balza nel grigio traspaiono appena, e l'ombra del fumo che s'alza tra forse il brusìo della cena.
II PIANO E MONTE Il disco, grandissimo, pende rossastro in un latte d'opale: e intaglia le case ed accende i lecci nel nero viale; che fumano, come foreste, di polvere gialla e vermiglia: s'annuvola in rosa e celeste quel botro color di conchiglia. Qua lampi di vetri, qua lente cantate, qua grida confuse: là placido il muto orïente nell'ombra dei monti si c...

Leggi tutto l'articolo