27 GENNAIO:GIORNATA DELLA MEMORIA- MUSICA:N.PIOVANI

FOTO PROIBITE di Roberto Mutti Torna a Giornata Memoria Le fotografie realizzate all’interno dei campi di concentramento e sterminio hanno una particolare importanza sia dal punto di vista della documentazione storica – soprattutto di fronte al negazionismo – sia dal punto di vista emotivo.
Possono essere divise in due gruppi: quello più noto comprende le immagini scattate dai fotografi al seguito delle forze alleate (l’esercito statunitense aveva ottimi fotografi come Lee Miller allieva di Man Ray o Margaret Bourke-White che lavorava per "Life") subito dopo la liberazione dei campi.
Meno viste sono, invece, le immagini scattate di nascosto da detenuti che rischiavano la vita per far sapere all’esterno quanto accadeva nei luoghi di detenzione.
Questa documentazione è rimasta a lungo ignota agli studiosi ed è di recente acquisizione: è allo studio da poco tempo e, anche per le particolari condizioni in cui è stata realizzata, risulta ancor più interessante.
Anonimo.
Orchestra Rapaport, Polonia, anni ’30.
Fotografo ufficiale di Mauthausen.
Ritorno al campo di Hans Bonarewitz dopo un tentativo di fuga.
Per scherno viene accompagnato da un’orchestrina di detenuti.
29-30 luglio 1942.
Anonimo fotoamatore.
Ragazzini, Polonia, primi anni ’30.
Fotografo del Servizio di Identificazione di Auschwitz.
Ritratto segnaletico di una bambina inserita nella categoria "Politici polacchi".
"Schiavi di Hitler" ripresi nel maggio-luglio 1944 a Dora (Buchenwald) in un’officina sotterranea dell’Industria Militare del Reich dove lavoravano al montaggio di parti delle V2.
Il servizio, commissionato dal ministro per la produzione bellica Albert Speer, è a colori in Agfacolor (diapositiva inventata in Germania nel 1932) ed è realizzato da Walter Frent fotografo ufficiale, nazista di provata fede e collaboratore di Leni Riefensthal.
Si nota l’atmosfera ordinata.
Georges Angéli.
Buchenwald, giugno 1944.
Fotografo francese, subito dopo essere internato fu assegnato al reparto fotografico godendo in tal modo di notevoli vantaggi.
Realizzava foto di identificazione, riprese del campo e delle sue trasformazioni, sviluppava e stampava foto personali dei soldati SS.
Lavorava con 2 soldati tedeschi e una decina di detenuti (un Testimone di Geova, un polacco, alcuni tedeschi antinazisti internati da anni fra cui uno solo esperto in fotografia).
Una domenica prese una macchina fotografica amatoriale custodita in una scatola con altre da riparare, l’aprì, pulì l’obiettivo e si procurò due rulli 120 da una confezione [...]

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