30 Agosto 06 - Lisboa

Lisbona....e chi l'avrebbe detto? Malinconia e tristezza, alla partenza.
Nessuna voglia di fare.
Pentimento per quei due giorni in più rubati ad una persona importante.
Tempo che scorre e che si vuol fermare....
Ma questa splendida città mi ha abbracciata, al mio arrivo.
La sua poca frenesia, tanta solarità e serenità....
ti avvolge che neanche te ne accorgi.
Ti accoglie.
La sua imponenza bianca ti sbalordisce.
La sua povertà, a volte, ti spaventa.
Nell'Alfama, gli azulejos non si contano.
Ma quell'aria di monumentalità viene subito inalata, al primo percorso.
Panorami che ti chiamano, ovunque, ma a volte con un'immensa umiltà, ti lasciano sorpreso.
E' il quartiere più vecchio, mai rimesso a nuovo, ma che racconta tanto.
Ispira serenità, comunismo, scoperte e tranquillità, nonostante tutto.
Profumi di cibi da scoprire, ma anche tanfo di scarti alimentari e non.
La cattedrale posizionata proprio al centro di questo quartiere, sembra un trampolino, verso l'ennesimo quadro pittoresco che è il resto dell'immensa città.
    Il Rossio, che aspira alle grandi capitali economiche, quasi a voler imitare lo stile di vita frenetico e poco sensibile.
La metropolitana stessa è a volte servizio, a volte arte.
Arte del popolo, arte semplice ma coloratissima, arte palpabile, che tu vivi quotidianamente.
E anche qui il controsenso si scopre.
Bettole come case, baracche come botteghe.
Grigiore illuminato dal sole perenne.
E poi Belèm.
Felicità.
Torre di avvistamento in stile manuelino.
Contornata da tanto verde, tanta gente serena e tanta aria da respirare.
Bianco.
L'imponenza del monumento che ti guarda, ti controlla, ti protegge con le sue pietre.
Da visitare anche Padrao dos Descobrimentos, l' immensa e altissima scultura al valore della scoperta del passaggio per l'India.
Da non sottovalutare la distesa sul prato.
Forse qualche cane amico ti terrà compagnia.
Ma è assolutamente da provare.
    L'ultramagicomoderno Expo.
Quartiere rimesso a nuovo in occasione dell'Esposizione Internazionale del 1998.
Ti dà l'impressione dell'esodo.
Ma in piena armonia, non in rottura.
Ogni cosa è pensata.
Colori.
L'eterno bianco accompagnato dal ricchissimo verde dei prati, il legno delle costruzioni e i colori vivi, forti delle fontane, delle panchine e delle numerose sculture.
Percorri le sue strade, i suoi sentieri nascosti, le sue rappresentazioni di antiche invenzioni, stranezze, mattonelle, tutto ti riporta nel suo mondo, che non può essere altro che quello della tecnologia, ma soft, accompagnata in maniera [...]

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