4 dicembre io voto NO

… e non c’è niente da capire … Il premier Renzi, che io definirei, l’ULTIMER di una lunga serie,  ha dato la stura ufficialmente, ieri sera a Firenze,  alla propria compagnia di giro a che si rappresentassero,  un po’ dovunque, le ragioni della schiforma oggetto del prossimo referendum.  Trattandosi di una pagliacciata pseudo istituzionale,  doverosamente ispirata dalla commedia all’italiana,  in particolar modo ispirata al melodramma ed al cabaret,  non poteva che avere la prova generale in un teatro, e così è stato.
Chiunque avesse, una sia pur minima coscienza del significato delle cose,  saprebbe che il termine DEMOCRAZIA, crasi tra le parole greche demos,  popolo, e cratos, potere, vuole indicare quelle forme di governo  che sono espressione dirette della volontà popolare.  Si intenda con questo, non un generico,  spesso malinteso e peggio interpretato “ potere al popolo ”,  ma una funzione plurimorfa ed espressa delle varie tendenze politiche  ad esistere, delle differenti condizioni sociali,  dei credi religiosi e di tutte quelle minoranze ad avere necessità  e bisogno di rappresentanza per mantenere la certezza del diritto: di ogni diritto!...
Dunque la volontà popolare, quindi quella degli appartenenti alla sinistra,  di coloro che si identificano nella destra, di tutte le persone  che amano considerare sé stesse come moderate ed anche di tutti  quei soggetti che, a giusta ragione o a torto perverso,  si collocano fuori dalla democrazia; la quale ultima, però e proprio perché tale,  garantisce anche i loro dritti.
Ora succede che il COMBINATO DISPOSTO,  cioè l’interazione sinergica tra le supposte “ riforme “ costituzionali e  la nuova legge elettorale, fa sì che: A) a scrutinio avvenuto, le due fazioni ad aver ricevuto più preferenze  si scontrano tra loro in un ballottaggio risolutivo e ciò vuol dire che una di esse,  anche avessero avuto l’una solo il 20% e l’altra il 19%, o poco più o poco meno,  quindi la preferenza di solo un quinto degli elettori, con un solo voto in più,  dell’una rispetto all’altra, diverrebbe padrona imperante del governo della nazione.
B) Se a questo si aggiunge, un senato della repubblica non più espressione  della volontà diretta del popolo, ma nei fatti surrogato della stessa per cooptazione dalle regioni e dai comuni di persone scelte dai partiti, ecco che si capisce, in un lampo, quanto una minoranza qualunque, QUALUNQUE, abbia la possibilità di divenire regime; con tutto ciò che questo significa.
Non occorre credermi [...]

Leggi tutto l'articolo