50 anni dopo il primo allunaggio, che brutta fine abbiamo fatto!

 A 50 anni dall’epica impresa dell’Apollo 11 mi sento un po’ come il tenente Drogo del ‘Deserto dei Tartari’.
Aspetto che i miei sogni di bambino, ma anche quelli di tutta una vita, si realizzino.Erano cominciati bene quegli anni 60, quando ricordo il salone di casa, sdraiato sul divano buono, guardavo incuriosito la televisione di legno che rimandava immagini sfocate di razzi che partivano con eroici astronauti.
Solo quelli americani, neanche ti accorgevi dei sovietici che celavano il razzo dietro cortine di fumo e segreto militare per non farti vedere come fossero fatti.
Ed allora imparavo a memoria i nomi dei vettori con i loro equipaggi, i progetti Mercury, Gemini fino all’Apollo che a meno di 10 anni dopo l’annuncio di un John Kennedy incazzato fece terminare la corsa alla Luna.Che più di una corsa alla conoscenza, alla scoperta, sembrava una propaganda elettorale.
Dai baci in bocca di Kruscev ai cosmonauti di turno, tutti con il casco e la scritta CCCP da Gagarin in poi, ai corte...

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