A CENA CON AGATA

Agata è alta, una bella figura di donna, passeggia nel parco ogni pomeriggio.
La vedo dalla finestra di questa casa.
Passeggia nel parco, guarda dietro i cespugli, cerca i pinoli.
Ogni tanto si ferma e dice a voce alta il suo nome.
Si ferma e dice “Agata!”.
Sicuramente viene da un paese straniero, certamente lontano, ha un accento che non riconosco quando pronuncia il suo nome.
Di certo, al suo paese, tutte le donne sono come lei.
Non sono mai andato al suo paese, non so neanche dove e quale sia, ma sono sicuro che sono tutte belle come Agata.
Qualche volta, quando gli storni sporcano il cielo di macchie nere in convulso movimento, io guardo Agata dalla mia finestra.
Non posso esserne certo, è lontana da qui, ma credo che mi stia guardando anche lei...
Potrei anche chiamarla, ma per il baccano che fanno gli uccelli non mi sentirebbe.
Certo, potrei chiamarla, ma non sono sicuro che poi si giri verso di me, e non sono certo che mi capisca.
E se dopo che la chiamo “Agata!…Agata!” lei si volta verso di me e mi parla nella sua lingua di donna di un paese straniero, potrei non capirla, e lei potrebbe pensare che volevo solo importunarla.
Lo so, è una donna di una terra lontana.
Chiaro, se lei potesse capirmi, potrei invitarla a cena da me.
Mi piace mangiare insalate ed uova bollite la sera, in primavera.
E’una cena semplice, come le cene di tutti gli uomini semplici del mondo, almeno credo.
Potrei chiamarla, ma non l’ho fatto mai.
Oggi, nel parco, due squadre di ragazzi giocavano con una palla rossa a spicchi.
Il campo è recintato così non devono inseguire la palla, e non c’è pericolo che si perda, non può andare fuori.
Dopo un po’, siccome Agata non si allontanava dalla rete della parte lontana del campo di pallacanestro, mi sono stancato di guardarla.
Ho spostato i libri dal tavolo alla mensola, mi sono versato un bicchiere d’acqua ed ho acceso la pipa.
Poi mi sono seduto sulla branda ed ho fumato un po’.
Si è fatto buio e si è spenta anche la pipa, ma io sono rimasto seduto.
Oggi pomeriggio sono venuti a trovarmi.
.
Mi hanno guardato per un po’, io non ho detto nulla, poi quello con la barba mi ha chiesto se sento ancora la voce di Agata.
Ho aspettato un po’ prima di rispondere, poi loro se ne sono andati.
Volevo chiedere se potevo uscire stasera.
Volevo uscire stasera.
Sarei andato dall’altra parte del giardino, ad invitare Agata a cena.
Forse lo farò domani, forse domani sarò a cena con Agata.

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