A DON SALVATORE CAMILLO

 Reverendissimo DON SALVATORE, amico mio e Padre intelligente, comprensivo dei problemi del nostro tempo, sollecito a non indulgere sulle responsabilità oggettive di chi erra, mi riesce molto grato il tuo pensiero sul mio dimesso commento storico-critico inerente la realtà sociale del mio paese.
Per un secolo e mezzo, a partire dalla UNITA’ D’ITALIA, storici e filosofi della nostra Storia Patria, non hanno mai mancato di denunciare i problemi gravissimi e mai risolti del Mezzogiorno d’Italia.
Intendo ricordare, per primo, il Patriota MASSIMO d’AZEGLIO, che con straordinaria lungimiranza, subito al mattino della proclamazione dell’UNITA’ RISORGIMENTALE, amava ripetere: “Fatta l’ITALIA, bisogna fare gli Italiani”.
E così via via, per tutto il NOVECENTO, insigni studiosi di Politiche Sociali, di Scienze Storiche e Filosofiche, hanno sempre sollevato con specifici ed abbondanti Scritti la urgenza di mettere mano alla soluzione dei problemi socio-economici del nostro Meridione.
“La Rivoluzi...

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