A MORTE PER UNA VIGNETTA?

«Noi non condanniamo solo chi offende Mohammad (Maometto), ma tutti i profeti degli ebrei e Gesù.
Chi offende un profeta commette un crimine dello stesso tenore dell'apostasia.
Ma Mohammad ha uno status differente.
I musulmani non acconsentono che in nessun caso egli venga oltraggiato.
Chi offende Mohammad, se è un dhimmi (s'intende il cristiano e l'ebreo che all'epoca dei califfati islamici convivevano in virtù di un patto stipulato con i musulmani) ha violato il patto e diventa lecito ucciderlo.
Se è musulmano disconosce l'islam e fuoriesce dalla comunità islamica, commettendo un crimine immane al punto che la gran parte dei teologi concorda sulla legittimità dell' uccisione di questo apostata.
Mentre abitualmente a un apostata si concede del tempo per ravvedersi, ciò non vale nel caso in cui l'apostata oltraggia il profeta.
Il suo perdono non viene accettato.
Offendere il profeta è il più grave dei crimini ».
(Youssef Quaradwi, leader dei Fratelli Musulmani d'Europa, 3.2.2006, citato da vito.)

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