A Vittorio Sgarbi!

Al Sindaco di Salemi On.
Vittorio Sgarbi Caro sindaco,                      Ho letto con piacere su tutti i quotidiani siciliani, la sua posizione in merito alle pale eoliche, perché ritengo che effettivamente sia uno “stupro” per il territorio siciliano la presenza di questi mostri d’acciaio, che non solo non sono economici e convenienti per noi, ma deturpano in maniera assolutamente violenta il paesaggio del nostro continente, la Sicilia.
Però caro Onorevole, non basta fare la critica al singolo intervento, seppur odioso come l’eolico, se non si ripensa al sistema energetico siciliano e la modello di sviluppo che ci è stato imposto dai colonizzatori del nord.
Non si capisce perché le raffinerie di petrolio sulla costa isolana nessuno le ha contestate, non si intende perchè fare la guerra alle energie cosidette pulite e non ai petrolchimici, non si percepisce il senso di questa sua levata di scudi contro un intervento ecologico, per modo di dire s’intende, e non contro la speculazione edilizia nei centri storici isolani.
Vedete Sindaco, noi Siciliani, abbiamo subito una vera e propria colonizzazione da parte di uno stato nemico e straniero il Piemonte, e su questo non ci piove, abbiamo avuto e continuiamo ad avere la nostra Terra sotto l’occupazione militare della mafia, dobbiamo sopportare panzane di ogni genere sul risorgimento italiano e sui mille, abbiamo digerito e dimenticato i Deportati meridionali di Fenestrelle e i condannati a morte della rivolta del sette e mezzo, e francamente abbiamo dovuto ingoiare un modello di sviluppo antimeridionale e antisiciliano che ha prodotto il disastro che Voi vedete e che avete denunciato.
Sindaco, ripensi al suo gesto di restaurare la lapide di Garibaldi, e forse dopo aver preso consapevolezza delle drammatiche conseguenze dell’annessione della Sicilia al Piemonte, Voi insieme a tanti Siciliani Sicilianisti impedirete lo stupro del territorio, oggi con le pale eoliche domani non so con che diavoleria, Noi non vogliamo più essere colonia ma Popolo libero.
Nino Sala

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