A proposito del "virtuale" .. e delle macchine che pensano

Ho visto ieri sera al cineforum della mia cittadina "Imitation game", il film recente sulla vita di Alan Turing, uno dei padri fondatori dell'Informatica moderna (e morto suicido dopo gli effetti collaterali della "castrazione chimica" inflitta a lui per evitare di finire in carcere per il "crimine" di omosessualità) Una delle nozioni importanti lasciate da Turing era il cosiddetto "Turing Test", che in pratica affermava che il giorno in cui non riuscissimo più a distinguere dialogando con un computer se fosse una macchina o un essere umano, avremmo potuto a quel punto dire di avere una macchina "intelligente".
Non so se sarei in realtà così d'accordo con questa definizione di "intelligenza": concenttualmente una macchina potrebbe, per esempio, essere così intelligente da NON sembrare come un essere umano! Non è detto che noi umani siamo il paradigma unico per l'intelligenza, insomma: poi ridotto anche ad una questione di apparenza sembra ancora più limitante.
Il film "Lei" (titolo originale "Her"), diretto da quel diavoletto di Spike Jonze, diciamo che gira attorno a questa idea, ma ovviamente oggi abbiamo sotti i nostri occhi cose che Turing avrebbe trovato fantascientifiche (è morto nel 1954)  Qui il trailer: Io l'ho trovato davvero singolare come film, l'avrò guardato 2-3 volte in pochi giorni (e quasi quasi sarei già pronto per una nuova re-visione)  

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