A proposito di Adriano Sofri

C'è stato in questi giorni uno scambio velenoso di battute fra esponenti politici di opposti partiti che ha chiamato in scena il "pregiudiucato" Adriano Sofri.
Premetto che Adrianio Sodri non m'è mai piaciuto, neanche a vent'anni.
Lui era di LC , io ero di AO, quindi ci avevamo sulle corna.
Noi di AO eravamo dei leninisti convinti e non potevamo capire lo spontaneismo di LC.
Per arrivare al "pregiudicato" Sofri Adriano, occorre partire da piazza Fontana, la sera del 12 dicembre 1969.
  Un uomo, leggermente claudicante, entra nella Banca Nazionale dell'Agricoltura.
Ha in mano una valigetta 24 ore.
L'uomo rimane nell'edificio il tempo necessario a sbrigare i propri affari.
Esce.
L'uomo non ha più la valigetta.
Passa un taxi.
L'uomo lo ferma.
Sale.
Il tassista lo guarda.
L'uomo gli chiede di portarlo alla Stazione centrale.
L'uomo parla un buon italiano con una leggera coloritura romanesca.
  E' vestito in modo elegante, ma sobrio, come non volesse farsi notare.
Le mani sono curate, come i capelli.
Giunto alla Stazione Centrale, l'uomo paga la corsa con una banconota estratta dalla tasca dei calzoni.
Un fermaglio con una testa di medusa blocca le altre banconote che l'uomo ha con se.
Entrra nella stazione e si perde fra la folla.
In quel momento, nella Banca nazionale dell'Agricoltura scoppia la valigetta che l'uomo aveva con se'.
  La polizia non ha dubbi.
A mettere la bomba alla Banca nazionale dell'Agricoltura a Milano è stato Valpreda Pietro, professione ballerino di fila.
Anarchico per passione.
Egli milita infati nel cirolo anarchioco di ponte della Ghisolfa a Milano.
Gli anarchici, si sa, hanno sempre avuto la passione per gli attentati contro gli emblemi del potere e per gli assassini politici.
Perciò, quando, la questura di Milano accusa il sedicente Valpreda Pietro di essere l'autore dell'attentato del 12 dicembre del 1969 essa sfonda una port aperta.
  Arrestato l'anrchico Valpreda Pietro, toccò all'anarchico Pinelli Pietro, ferroviere, membro come Valpreda Pietro del cicolo anarchico di ponte della Ghisolfa, d'esere tratto in arresto e d'essere condotto alla centrale di Pubblica sicurezza di Milano, ufficio del dott.
Luigi Calabresi, dalla cui finiestra, Pienelli Pietro precipitò qualche ora dopo in circostanze a dir poco oscure   Si venne infatti a scoprire che il sedicente Pinelli Pietro aveva il segno di unn colpo di karate sul collo e tre piedi, avendo il cadavere del Pinelli le scarpe regolarmente indossate mentrre un'altra misteriosa scarpa del Pinelli risultava essere rimasta in mano al [...]

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