A. de Benoist: "Parigi,Berlino,Mosca (5)

Proseguiamo ancora con il discorso intrappreso dal pensatore francese, sempre tratto dal sito www.alaindebenoist.com .
Buona lettura, Giorgio.
  «La Francia è diventata una nostra nemica» Resta il caso della Francia, che gli americani, come abbiamo visto, giudicano a quanto pare irrecuperabile.
Se ne può vedere la prova nell’ondata di francofobia di una straordinaria virulenza e di un’ampiezza senza precedenti provocata dal rifiuto del governo francese di associarsi all’aggressione contro l’Iraq.
Per mesi, i francesi sono stati trattati dalla stampa alla stregua di «scimmie capitolarde e mangiatrici di formaggio» (cheese eating surrender monkeys), mentre si vedavano comparire degli autoadesivi che proclamavano: «Prima l’Iraq, poi la Francia!».
Sarebbe un errore credere che questa francofobia sia limitata a strati marginali della popolazione.
Al contrario: essa è stata ripresa, con una stupefacente virulenza, persino dai giornali più seri.
Limitiamoci a citarne qualche esempio, di cui si apprezzerà lo stile.
Sul «Weekly Standard», considerato uno dei maggiori giornali americani, Larry Miller ha scritto: «È da un pezzo che ne ho abbastanza dei francesi; la prossima volta che i tedeschi invaderanno il vostro piccolo paese di merda e avrete bisogno di qualcuno per salvare i vostri culi da collaborazionisti, ve la sbrigherete da soli!».
Sul «New York Post», Ralph Peters ha aggiunto che la Francia, diretta da un «pigmeo morale privo di qualsiasi scrupolo» e la cui unica ambizione è «difendere il diritto dei dittatori a morire di vecchiaia sulla Riviera», è «uno dei nemici più ripugnanti dell’America», traendone la conclusione che «la Francia deve soffrire, finanziariamente e strategicamente.
I francesi ci hanno colpiti alle spalle.
In risposta, dovremmo scorticarli vivi».
Il 28 agosto 2003 Thomas Friedman, senza dubbio il cronista di politica estera più influente della stampa statunitense (ha vinto il premio Pulitzer nel 2002) ha scritto sul «New York Times» che tra gli Stati Uniti e la Francia c’era ormai «la guerra», affermando: «È l’ora che gli americani se ne rendano conto, la Francia non è soltanto il nostro alleato scomodo.
La Francia è diventata un nostro nemico».
«La Francia dovrà pagare», ha dichiarato a sua volta Paul Wolfowitz, esprimendo un’opinione che, come ha mostrato un sondaggio effettuato dall’Istituto Harris, è oggi condivisa dal 43% degli americani.
Malgrado le affermazioni tese a svelenire la situazione fatte qua e là, non è dunque esagerato [...]

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