A.BARACCA,Se 65 anni dall'atomica vi sembran pochi

Se 65 anni dall'atomica vi sembran pochi di Angelo Baracca - 06/08/2010 Fonte: Il Manifesto Sono passati 65 anni da quel 6 agosto - quando l'aviazione militare degli Stati uniti sganciò una bomba atomica sulla città giapponese di Hiroshima (tre giorni dopo una seconda bomba ha colpito Nagasaki), sul finire della Seconda guerra mondiale.
Era la prima arma atomica della storia umana, e la minaccia nucleare non è scomparsa.
Le promesse di Obama all'inizio del suo mandato aprirono grandi speranze, ma dopo un anno e mezzo i risultati concreti sono deludenti.
Il presidente americano ha riallacciato il dialogo diretto con la Russia e riportato nell'agenda politica le parole disarmo nucleare.
Ma l'estenuante anno di trattative con Mosca testimonia più di ogni altra cosa le forti resistenze e le difficoltà, politiche e militari, interne e internazionali, che si frappongono sul cammino dell'eliminazione di queste armi.
I risultati di queste trattative e l'ottava Conferenza di Riesame del Trattato di Non Proliferazione (Tnp) hanno disegnato il «nuovo» regime di non proliferazione per i prossimi anni.
Il guaio è che esso non mostra differenze sostanziali da quello «vecchio».
Tensioni esplosive La minaccia delle armi nucleari non si riduce alla loro consistenza numerica.
Le tensioni con la Russia, che Bush aveva portato al parossismo, sono notevolmente diminuite.
Ma in Asia rimangono esplosive: l'andamento disastroso della guerra in Afghanistan si intreccia con i rischi di implosione del Pakistan; un attacco militare all'Iran innescherebbe processi incontrollabili; ritornano venti di guerra nella penisola coreana.
L'ombra del nucleare incombe minacciosa su queste crisi, come su un eventuale confronto militare tra India e Pakistan: chi pensa di poter dormire sonni tranquilli per una guerra così lontana, legga un articolo pubblicato su Le Scienze di marzo, che prevedeva milioni di morti e un «inverno nucleare» che potrebbe portare alla fame due miliardi di persone! Ma non meno allarmante è l'escalation militare senza precedenti in corso con lo sviluppo dei sistemi di difese antimissile, un salto militare paragonabile solo all'introduzione dei missili balistici intercontinentali negli anni '60.
I russi ne sono, giustamente, terrorizzati, e questa è stata la principale materia del contendere nel frustrante anno di trattative: hanno cercato inutilmente di inserire nel nuovo trattato Start (Strategic Arms Reduction Treaty) norme che limitassero questi sviluppi, ma gli Usa non hanno sentito ragioni, e Mosca si è riservata il [...]

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