ABDUCTIONS: UN’ENIGMATICA SPADA DI DAMOCLE SUL PIANETA TERRA

Il termine abduction, divenuto di uso comune tra gli addetti ai lavori per designare una peculiare variante limite di contatto o incontro ravvicinato del quarto tipo (IR4), ha origine etimologica dal verbo inglese to abduct che significa rapire e si riferisce all’apparente prelievo di soggetti umani di entrambi i generi e di età estremamente variabile ad opera di presunte entità umanoidi di natura aliena.
La problematica delle abductions costituisce senza ombra di dubbio la più scabrosa, complessa ed ingannevole tematica dell’ufologia e troppo pochi sono i ricercatori del settore che attualmente possiedono i giusti requisiti per poter investigare con rigore scientifico tale tematica ed ancora meno quelli che dispongono della chiave interpretativa che consentirà loro di decodificare il mistero che la circonda.
In genere a chi mi domanda quale sia la mia opinione in merito, replico di diffidare degli ufologi che asseriscono con disarmante ed ingiustificata sicurezza che le abductions siano di matrice aliena, militare o d’Intelligence, in quanto non vi sono elementi oggettivi probanti che suffraghino tale asserzione bensì solo prove circostanziali, alcune delle quali, talvolta, estremamente significative.
L’attuale impossibilità di stabilire la reale natura delle abductions è imputabile al fatto che i presunti addotti raramente richiamano alla memoria, in stato di coscienza vigile, le esperienze vissute, in quanto, secondo recenti studi condotti da alcuni ricercatori del settore, sembrerebbe che il ricordo della finestra temporale in cui ha avuto luogo la presunta abduction venga artificialmente inibito grazie alla creazione artefattuale di una lacuna nella regione della griglia mnemonica occupata da tale ricordo.
Tale lacuna verrebbe prontamente colmata da una sorta di puzzle mnemonico costituito da una costellazione di frammenti di ricordi o di interi ricordi reali, riferiti però a situazioni ed eventi occorsi in momenti diversi della vita dei presunti addotti e tra loro fusi in una illusoria sequenza cronologica in modo da creare delle solide strutture mnemomimetiche assolutamente reali e veritiere, le quali a loro volta si sovrapporrebbero alla memoria dell’esperienza del supposto rapimento.
L’unico strumento investigativo che i ricercatori del settore hanno a disposizione per penetrare attraverso le strutture mnemomimetiche e sondare così i reali ricordi dell’esperienza di presunta abduction consiste nell’indurre il soggetto in un peculiare stato di coscienza alterata di natura ipnotica, detto [...]

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