ABI: Spread alti sono inevitabili

Le polemiche degli ultimi giorni riguardanti lo spread maggiore per il tasso Bce rispetto al Euribor spaccano in due opinone pubblica e gli istituti di credito.
Dall'Associazione bancaria italiana ci spiegano perchè tali spread maggiorati sui mutui indicizzati al tasso BCE siano inevitabili: "Le banche devono fare un prezzo considerando il rischio sottostante.
Per erogare un mutuo le banche non si finanziano solo dalla Bce, attingono soprattutto al finanziamento interbancario.
L'istituto deve quindi coprirsi dai costi del rischio dell'intermediazione, che sono maggiori".
Praticamente se gli istituti si finanziassero a tasso Euribor ed erogano mutui a tasso Bce rischierebbero fortissime perdite, quindi si proteggono applicando uno spread sul mutuo più alti.
"Il guadagno della banca è quello sullo spread, non certo sul tasso d'interesse.
E comunque bisogna ricordare che anche i mutui indicizzati al tasso Bce sono variabili, non mettono certo al riparo da variazioni future", conclude l'Abi.
Ambrosone di Intesa SanPaolo spiega come i costi di approviggionamento degli istituti sono molte volte superiori all'Euribor: "La differenza che c'è tra lo spread applicato al tasso Euribor e quello applicato al tasso Bce (ad oggi 0,40%) è data dalla diversità del costo sottostante.
Lo spread è una misura che, oltre a quantificare quanto la banca guadagna, ha alla base il costo della liquidità, che non è rappresentato dall'Euribor, è qualcosa di più.
E' il costo del rischio, poi ci sono i costi operativi.
Dopodiché possiamo anche fare lunghe discussioni sul fatto che non avere in Italia penali di estinzione anticipata seppur minime abbia un riflesso sullo spread".

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